Cellule staminali curano un diabetico 1
Da quando nel 1981 sono diventata diabetica, le notizie “bomba” sulla cura per il diabete insulino dipendente sono state infinite, e purtroppo per me, tutte rivelatesi un bluff nella risposta reale alla cura per questa subdola malattia.
Il 4 ottobre scorso (io festeggiavo San Francesco d’Assisi) in Perù si effettuava, per la seconda volta al mondo (il primo era quello svoltosi in Agentina su un paziente NON insulino dipendente, notizia di gennaio 2005), un trapianto di cellule staminali direttamente nel pancreas su un diabetico ID tipo 1. L’intervento cui è stato sottoposto il sottotenente Marton Oliviera, 26 anni, è stato realizzata all’Ospedale Militare insieme con l’Istituto per i trapianti di organi e tessuti delle Forze Armate e della Polizia (ITOT). La procedura si è svolta in anestesia locale ed il paziente è sempre rimasto cosciente, confermando la totale assenza di dolore o altre sensazioni sgradevoli. Dal suo midollo sono stati estratti circa 300 centimetri cubici di sangue, dal quale poi hanno isolato le cellule staminali da impiantare. Così ha spiegato l’evento il dottor Manuel Gonzales Guanilo, vicedirettore dell’ITOT.
Il proff. Camillo Ricordi, considerato il massimo esperto mondiale per la cura del diabete, attuale presidente dell’ISMETT di Palermo, interpellato da una paziente per conoscere il suo pensiero riguardo a “trapianti” analoghi praticati a Kiev, così risponde: “…Io starei alla larga dal gruppo da lei nominato perchè non c’è alcuna indicazione che tali cellule possano recare alcun beneficio a pazienti con Diabete di Tipo 1. Si tratta di gruppi che sfruttano situazioni di disperazione o speranza per “vendere” cure inesistenti, infondate o non confermate da altri. Ciò non toglie nulla all’importanza della ricerca sulle cellule staminali embrionali che deve continuare assolutamente. Putroppo siamo ancora lontani da una terapia, anche sperimentale, che possa essere consigliata a qualsiasi paziente in questo momento…”.
Ecco che quindi, ancora una volta apprendo con gioia questa nuova “vittoria”, ma resto scettica - purtroppo - sulla sua applicazione su larga scala. Quantomeno per il momento. Spero sempre, però, di essere smentita!
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