Emoglobina glicosilata
Si tratta di un esame (la sua sigla è HbA1c) che riesce a stabilire con molta accuratezza l’andamento generale del compeso glicemico di un diabetico analizzando un arco di tempo di circa due-tre mesi. L’emoglobina che è normalmente presente nel nostro sangue e che trasporta le particelle di ossigeno ai vari tessuti, tende a “glicarsi”, ossia a legare a sè le molecole di glucosio (radicali glucidici) se queste sono presenti in eccesso e che di conseguenza si sostituiscono a quelle di ossigeno.
Secondo i dati presentati al 14° Meeting annuale dell’Associazione degli Endocrinologi Americani - AACE tenutosi l’8 luglio 2005 a Washington DC dal Dott. Paul Jellinger, presidente dell’American College of Endocrinology, si è rilevata una tendenza a dir poco allarmante: più del 60% dei pazienti affetti da diabete (soprattutto quelli di tipo 2) presentano al controllo un valore di HbA1c superiore al 7%, considerato fino a poco tempo fa il limite massimo accettabile (anche a seguito del famoso DCCT) per non sviluppare nel lungo termine le terribili complicanze. Ora sembra addirittura che il nuovo obiettivo terapeutico sia ulteriormente diminuito quello di raggiungere il 6,5%, ciò nella speranza di stimolare sia i medici sia i pazienti a fare ancora meglio. Inoltre il Dott. Jaime A. Davidson di Dallas, presidente della consensus conference, ha raccomandato l’urgenza di mantere i valori glicemici inferiori a 110mg/dl a digiuno e a 140mg/dl due ore dopo i pasti.
Ecco, pur approvando ed essendo perfettamente daccordo con quanto sopra riportato, mi chiedo come posso fare io, che da parecchi anni lotto per arrivare ad un misero 7% riuscendo solo a fatica a toccare (e neppure troppo spesso) l’8%, a scendere ancora con il mio obiettivo? Se già fin’ora la situazione mi sembrava un’impresa da Don Chisciotte, adesso tutto mi appare quale la scalata dell’Everest! Le variabili che interferiscono e fanno oscillare le mie glicemie (come quelle di ogni altra persona diabetica) sono talmente tante, che spesso è un lavoro mastrodontico anche solo riuscire a mantenere le glicemie sotto a valori di 200mg/dl. Non esiste nè esisterà mai un modo unico per curare i diabetici, che sono tutti diversi uno dall’altro, ed allora come fare per ottenere che la propria salute sia preservata nel modo migliore il più a lungo possibile?




avrei piacere di essere cosigliato da voi,quellq cosq li io ce l’ho a:8,45. grazie
Scritto da giorgio antonicelli, il 18 Giugno, 2007 at 21:28
Caro Giorgio,
anche la mia emoglobinaglicosilata viaggia sui tuoi valori…
Se posso “esserti utile” dimmi pure, ma ricorda che io non sono un medico, sono solo una persona affetta da diabete insulino-dipendente….
Scritto da Francesca, il 18 Giugno, 2007 at 22:05
Potrebbe gentilmente inviarmi la formula di struttura della emoglobina glicosilata a questo indirizzo di posta elettronica???SENTITAMENTE RINGRAZIO
Scritto da alfredo, il 26 Gennaio, 2008 at 13:45
Ciao Alfredo, ma credo che dovrai rivolgerti a qualcun altro… io non ho idea di come aiutarti! Hai cercato in rete? ;D
Scritto da Francesca, il 26 Gennaio, 2008 at 14:19