Troooppo dolce!

Vivere (e mangiare) col diabete addosso

18 Gennaio 2006

..com’è iniziata? (prima puntata)

Non ho mai raccontato la "mia storia" come si suol dire. E magari alcuni di quelli che capitano su questo blog alla ricerca di notizie sul diabete ed affini si potrebbero anche domandare CHI sono e soprattutto COME vivo questa malattia cronica.
Così… ecco qua, si parte!!! Dall’inizio, e a tappe! ;)

Era il febbraio del 1981, mancava poco al mio quattordicesimo compleanno (15 marzo, n.d.a.) e frequentavo la seconda media. All’improvviso mi sono ritrovata a vivere nel mio peggior incubo!
Di colpo la notte mi è stato impossibile dormire; di giorno, a scuola, non riuscivo più a restare in classe per l’intera ora di lezione, se non chiedendo almeno a metà della stessa di poter uscire. Ogni 30 minuti al massimo andavo in bagno ad attaccarmi alla fontana per ingurgitare il maggior quantitativo d’acqua possibile. E prima di rientrare in classe passavo velocemente a fare pipì, altrimenti credo sarei scoppiata (…bè, quella era la mia sensazione). In una notte riuscivo a bere un’intera cassa di bottiglie d’acqua… e neppure mi bastavano. Dormire era diventato impossibile. Era un continuo alzarsi, bere, andare in bagno a fare pipì, tornare a letto, rialzarsi…. e avanti così. Una tortura vera e propria. Appena appoggiavo la bottiglia (oramai mi ci attaccavo direttamente) sul comodino, la sensazione era quella di non aver bevuto da ore ed ore. Sete atroce! Deserto in gola!
Mi hanno così spedita a fare un sacco di analisi, tra cui la curva glicemica (ho bevuto un bicchierone di acqua e zucchero, dopodichè per sette volte, ogni mezz’ora, mi hanno fatto un prelievo di sangue) ed il risultato si è presentato in modo più che evidente sotto agli occhi di tutti: diabete confermato! Bene (si fa per dire!) e a quel punto!!?? Nessuno a casa mia sapeva davvero di COSA si trattava. Nella mia testa, per quel poco che ora riesco a ricordare, il diabete era una malattia che veniva alle persone "vecchie"…ecco tutto, ed allora PERCHE’ A ME?

Ai primi di marzo mi hanno ricoverata ed "istruita" su quella che da lì in poi doveva essere la mia nuova vita. Mi hanno insegnato a fare le iniezioni d’insulina (per mia fortuna c’erano già le siringhette di plastica usa e getta -anche se l’ago che presentavano era di PARECCHIO più lungo di quello odierno simili a queste - e non più quelle in vetro come ha dovuto usare una mia cara amica) anche se io ODIAVO le punture e non avrei mai voluto farne per nulla al mondo. Da lì la mia vita è diventata un "regalo" di questi buchi! Strano modo di vivere, eh!!??

La cosa peggiore, però, a cui ho dovuto dolorosamente sottostare, è stata la dieta che mi hanno imposto. All’epoca un diabetico (di qualsiasi tipo di diabete si trattasse) era immediatamente costretto a seguire una dieta ferrea ("hitleriana" dico io!). Ricordo ancora la mia con un misto di angoscia e panico. I carboidrati erano CANCELLATI dal menù, mentre i grassi e le proteine la facevano da padrone. Nella mia mente i "tocchi" (rende meglio l’idea!!!) di formaggio che mi imponevano a metà mattina e pomeriggio (si trattava del mio spuntino obbligatorio) hanno ancora un aspetto stomachevole, e con vera terrore ripenso al latte che mi obbligavano a bere la mattina. Odiavo immensamente la panna e qualsiasi altra cosa potesse galleggiare sulla sua superficie. Per poterlo bere dovevo almeno aggiungerci un pochino di caffè o similari… ma in ospedale, a tal proposito, sono stati integerrimi!!! Nulla di nulla. Solo latte puro. E a me veniva da vomitare! :(
A fianco al mio letto era ricoverata una ragazza anoressica, sul cui vassoietto svettava ogni ben di Dio. Lei non apriva bocca. Io avrei venduto la mia anima per poter mangiare metà del suo cibo. Certo che psicologia zero da quelle parti, vero!!?? ;D
Quando sono uscita da quel reparto (o chiesto di tornare a casa per il mio compleanno e mi hanno fatto il "regalo" il giorno prima) mi hanno consegnato un’infinita lista di tutte le cose che NON dovevo mangiare… anzi, neppure guardare! L’ho chiamata la "lista dei NO" e sono certa di conservarla ancora da qualche parte. Credo sia proprio da lì che è nato il mio grande malessere per il cino e per tutto quello che vi "gira attorno" (di cui parlerò più avanti)! Grazie alla somministrazione d’insulina, iniettata dietro loro prescrizione, più o meno <<a caso>> (ma questo l’ho capito soltanto parecchi anni dopo) ho cominciato inesorabilmente ad accumulare peso (mentre nella fase precedente le cose erano andate all’opposto, avevo perso 6-7 kg in pochissimo tempo!) ritrovandomi dopo pochi mesi con parecchi chili in più.

Ogni due/tre mesi andavo al controllo, dal quale inesorabilmente uscivo "sconfitta": le mie glicemie erano sempre troppo alte (allora l’unico modo per controllarle era fare un prelievo alla mattina ed attendere il risultato alcune ore più tardi), il mio peso seguiva lo stesso andamento e ad ogni  incontro leggevo alcuni kg in più rispetto all’ultimo, tutto andava a rotoli e TUTTI incolpavano solo e soltanto me per questa situazione (in quegli anni ancora nessuno ammetteva che altri fattori potessero interferire con l’andamento glicemico. L’unica causa era sempre solo e soltanto la dieta che, a detta degli esperti, NON veniva seguita come avrebbe dovuto, quindi se le glicemie erano alte, la colpa doveva essere solo del paziente che non seguiva le regole imposte!!!)

Insomma, avevo poco più che 14 anni, la mia vita era stata praticamente stravolta senza alcun preavviso, dovevo fare tre punture al giorno soltanto per vivere (o per "non morire", leggetela come vi pare), almeno quattro volte il dì mi dilettavo al "piccolo chimico" (per misurare la glicosuria - zuccheri presenti nelle urine - doveva far avvenire una vera e propria reazione chimica all’interno di una provetta con alcune gocce della mia pipì, qualcosa di simile a quello qui a fianco) e mi ritrovavo con almeno 10 kg in più! Dire che avevo la netta sensazione che il mondo ce l’avesse con me era dire davvero poco! La frustrazione che provavo e che mi sentivo appiccicata addosso era ENORME!!! Mi percepivo diversa e profondamente colpevole. Non so neppure io bene di cosa visto che seguivo tutte le mille regole meglio che potevo, ma visto che TUTTI (diabetologi, dietisti, insegnanti, genitori) incolpavano sempre e solo me per l’andamento instabile del diabete, sicuramente ci doveva essere qualcosa che sbagliavo!!!

continua in seconda puntata

2 Commenti a “..com’è iniziata? (prima puntata)”

  1. Ciao Francesca, sono la mamma di Aurora, la bambina riconosciuta diabetica a maggio di quest’anno . Solo ora leggo per intero la tua storia e mi rendo conto che i bambini che si ammalano oggi ricevono se non altro qualche attenzione in più. La mia bambina, ad esempio, è arrivata in ospedale senza nessuno scompenso
    anche perchè essendo io stata sempre forse un pò troppo apprensiva non ho aspettato di vederla bere in modo eccessivo neppure un giorno prima di chiamare il medico e farle fare una prova della glicemia (che al primo controllo era a 180). Aurora infatti non ha avuto il tempo di dimagrire ne di dare alcun altro segno di malessere. All’arrivo in ospedale (la sera stessa della prima rilevazione fatta a casa ), medici ed infermieri sono stati delicatissimi con noi e l’indomani abbiamo anche avuto il supporto di una psicologa. Anche io penso di essere riuscita a mantenere un’apparente tranquillità per non spaventare la bambina più di tanto (anche se non riuscivo a degluttire neppure l’acqua), penso che mi abbiano scambiato per pazza, cantavo con aurora o giocavo a nascondino pur di distrarla e di rendergli il soggiorno in ospedale meno traumatico possibile. Apparentemente ci sono riuscita, ma chi sa cosa succede dentro la testa di una bambina a cui viene così all’improvviso sconvolta la vita? lei appare tranquilla , si fa i controlli e le insuline da sola , parla tranquillamente della sua malattia senza nascondere niente a nessuno. Ho paura però che sia solo una tranquillità apparente, ho paura degli anni dell’adolescenza , ho paura delle complicanze, ho paura…..
    se puoi se ti va dammi qualche consiglio , come ti ho già detto accetto tutto perchè ho tanto bisogno di aiuto.
    Rispondimi solo se puoi non ti preocupare io ho bisogno di parlare e penso tu possa capirmi benissimo. Un abbraccio forte Mariangela

  2. Cara Mariangela,
    ti chiedo scusa se ancora non sono riuscita a risponderti come avrei voluto (e come ho tentato di fare da 2 gg a questa parte)…

    Prometto che quanto prima avrai la risposta che merita il tuo commento, intanto ti auguro buonissima settimana. Ed un bacione ad Aurora!!!

    ;))

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