Troooppo dolce!

Vivere (e mangiare) col diabete addosso

Archivio di Giugno 2006

30 Giugno 2006

Aggiornamenti sul trapianto di Miami…

Tra poco sarà passato un anno dal famosissimo trapianto eseguito a Miami, in Florida, dal famoso Prof. Camillo Ricordi, dove per la primissima volta si è seguita una procedura per vedere se era possibile eliminare -dopo un certo periodo di tempo- la terapia anti-rigetto, indispensabile fino ad oggi nei trapianti d’organo.

Riporto quanto scritto da Franca Porciani sul “Corriere della Sera” del 25.06.06, e che è stato riportato a questa pagina web.

<< A luglio sarà passato un anno e si valuterà se sia possibile ridurre, o addirittura, interrompere per Antonella la terapia antirigetto. Fece scalpore nel settembre scorso l’annuncio del successo del primo trapianto di cellule pancreatiche (insule) e staminali del midollo osseo di un donatore deceduto in una donna italiana diabetica di 44 anni. L’intervento fu realizzato in Florida da Camillo Ricordi, a capo della divisione trapianti cellulari dell’Università di Miami.

La libertà dall’iniezione di insulina era il primo traguardo di quel trapianto innovativo. Perfettamente raggiunto già nell’autunno scorso. «La signora sta tuttora bene; - ci aggiorna Ricordi, raggiunto a Miami - l’aspettiamo in luglio per valutare se grazie alle staminali del midollo osseo trapiantate sarà possibile ridurre i farmaci immunosoppressivi».
E’ questo il traguardo più ambizioso, libertà dall’insulina e dalla terapia antirigetto, che potrebbe trasformare l’esperimento di Ricordi in una prospettiva concreta di guarigione per molti malati di diabete, ferma restando la disponibilità limitata di organi da donatore.
Lo scopo del trapianto combinato staminali-cellule pancreatiche è infatti quello di ottenere uno stato di chimerismo, di coesistenza pacifica fra il sistema immunitario del donatore e quello del ricevente (Antonella, appunto), tale da permettere una lunga vita al tessuto pancreatico "estraneo". Camillo Ricordi ha appena fatto un altro intervento su un paziente americano e altri ne ha in programma autorizzati dalla Food and Drug Administration, l’ente sanitario di controllo americano.

La strada aperta dallo scienziato italiano che vive e lavora in America da molti anni, è un passo avanti rispetto al trapianto del solo tessuto pancreatico che pure ha dato buoni risultati: sono più di cento gli interventi fatti finora in Canada - Edmonton il centro di riferimento mondiale - America e in Europa con un discreto numero di diabetici che riesce a fare a meno dell’insulina nel primo anno (in un quarto dei casi si rende necessaria una seconda infusione dopo due o tre anni).

Questi malati non sono comunque liberi dalla terapia immunosoppressiva che produce effetti tossici importanti, mentre l’insulina è un trattamento sicuro. Finché non sarà possibile il trapianto di cellule pancreatiche senza la schiavitù della terapia antirigetto, questo trapianto resterà limitato a casi di diabete gravi dove argina (è dimostrato) la comparsa delle complicazioni a carico degli occhi e dei reni. Ma ora c’è la scommessa di Ricordi.>>

Aspettiamo quindi di vedere, cosa ne sarà in futuro di Antonella e, di conseguenza, di molti altri diabetici che sperano in questo nuovo tipo di trapianto. Incrociamo le dita tutti quanti, ok? ;D

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15 Giugno 2006

La Conta dei CHO, questa sconosciuta!

Siccome da quanto ho capito molte persone diabetiche insulino-dipendenti NON sanno neppure che esista, ho deciso di farne un post pubblico (anziché dare una risposta privata ad ognuno di voi) in modo tale che possa essere visto dai tanti, anche da quelli che magari per timidezza o altro non mi scrivono (ma che forse interessati lo sono!)!

Durante tutta la mia “carriera da diabetica” (25 anni, per intendersi) ne ho davvero sentite e viste tante, in tema di alimentazione riservata a noi “malati dello zucchero”. Agli inizi ci erano praticamente vietati quasi tutti i carboidrati, se non in piccolissime dosi, ed ovviamente MAI quelli ad assorbimento rapido (solo per darvi un’idea, la prima dieta che mi dettero nel 1981 presentava ad ogni spuntino del giorno, sempre e solo formaggio… che poi io non amavo granchè!). Ora le cose sono davvero molto diverse. Un diabetico insulino-dipendente che sa auto gestirsi (a meno che come me non abbia bisogno di perdere alcuni chili, ed allora è un discorso un pochino diverso) può davvero mangiare tutto quello che vuole. Questo non significa però che può farlo COME e QUANDO desidera, ma con i dovuti accorgimenti, non esistono (o quasi!!!) alimenti del tutto vietati.
 
Sapersi auto gestire implica ovviamente possedere alcune conoscenze piuttosto approfondite circa la nostra malattia, circa il suo globale funzionamento e circa tutto quello che può essere fatto o meno nei vari momenti della vita. A dire il vero in tutta sincerità pensavo che ora come ora un qualsiasi diabetico tipo 1 che vive solo grazie all’uso dell’insulina avesse queste conoscenze, ma a quanto pare così non è.

La Conta dei Carboidrati (nota nel mondo come Carbohydrate Counting o CHO Counting) è uno dei primi strumenti che dovrebbe essere appreso da chi è costretto a fare insulina per vivere, perché è l’unico modo per sapere davvero quante unità d’insulina fare in qualsiasi situazione della propria vita. Non voglio parlarvi della storia di questo metodo (se foste interessati fatevi un giro in rete e sicuramente trovare tutto quello che cercate), passando immediatamente invece alle cose pratiche.

Il nome potrebbe farvi pensare a qualcosa di particolarmente astruso o difficile, invece davvero così non è! E’ vero che ci vuole un particolare impegno per seguire questo metodo, ma i suoi risultati sono notevoli al fine di valutare la vostra reale risposta ai CHO.

Il primo passo da fare è accettare di fare parecchie glicemie durante la giornata, ad orari ben precisi: prima di colazione, due ore dalla fine della colazione, a metà mattina, prima di pranzo, due ore dopo la fine del pranzo, a metà pomeriggio, prima di cena, due ore dopo la fine della cena, prima di andare a dormire, alle 3:00 di notte (almeno una volta ogni tanto per valutare l’andamento notturno). In caso svolgeste attività fisica anche prima e dopo l’attività, e se questa dovesse durare parecchio, farete una glicemia anche a metà del tempo. Tutto dovrà essere segnato su un diarietto (in teoria già dovreste farlo ogni giorno, vero???), dove annoterete anche tutto quello che mangerete, sia nella quantità sia nella sua qualità; l’ora in cui lo farete e quanta insulina reapida avrete fatto oltre a quella basale (all’ora o alle ore in cui vi è stato consigliato di farla) che solitamente resta invariata nelle dosi.

Questo importantissimo documento servirà ad aiutare la vostra dietista, ed i diabetologi che vi seguono, a capire se e dove sbagliate, se sono errate le dosi d’insulina ai pasti o se manca dell’insulina basale, se mangiate male o in modo disordinato. Ma soprattutto chiarirà la vostra personale capacità (che è assai variabile da persona a persona) di abbassare la glicemia in seguito all’assunzione di una unità d’insulina!

Ricordatevi comunque che questo valore una volta trovato non è mai “definitivo” quanto piuttosto indicativo, per poter valutare un domani, dinnanzi ad un piatto nuovo o in quantità maggiori del solito, come poter intervenire con le quantità d’insulina da iniettare.

Da tutto questo studio fatto su di me (ma per ogni persona c’è un risultato completamente diverso, quindi tutto è da valutare sempre caso per caso!!!), ne è uscito che io necessito di circa un’unità di insulina Novorapid ogni 10 gr di carboidrati puri che ingerisco (fatto che muta nel periodo del pre-ciclo mestruale, in cui la mia richiesta aumenta). Attenzione, ho detto grammi di carboidrati e non grammi di pane o pasta. La cosa è assai diversa! Se prendete una qualsiasi tabella alimentare dove sono riportati i valori nutrizionali degli alimenti, noterete che 100 gr di pasta, ad esempio, non corrispondono a 100 gr di carboidrati, ma a circa 68 gr di carboidrati (poi dipende dal tipo di pasta a pasta, basta leggere bene l’etichetta) e quindi, in teoria io per mangiare questi 100 gr di pasta, dovrei iniettarmi circa 6,5 unità di Novorapid.

Solo per farvi capire meglio, riporto alcuni esempi:
100 gr di patate hanno 18,00 gr di carboidrati
100 gr di gelato alla crema hanno 20,70 gr di carboidrati
100 gr di latte intero hanno 4,8 gr di carboidrati
100 gr di finocchi hanno 1,00 gr di carboidrati
100 gr di grissini hanno 69,00 gr di carboidrati
100 gr di fette biscottate hanno 83,00 gr di carboidrati
100 gr di ciliegie hanno 9,00 gr di carboidrati
100 gr di pane tipo 0 hanno 64,00 gr di carboidrati
100 gr di brioches hanno 58,40 gr di carboidrati
100 gr di cioccolato al latte hanno 50,80 gr di carboidrati

Oltre a tutto questo ci sono altri fattori sempre da tenere d’occhio quando ci si alimenta e che ogni diabetico farebbe bene a conoscere (*), ma già usare ed applicare bene la conta dei CHO può facilitare di molto la nostra vita!

(*) Ad esempio: gli spaghetti sono tra i tipi di pasta che alzano di meno la glicemia; a parità di carboidrati, la pasta alza di meno la glicemia rispetto al pane; la pizza ha un suo andamento particolare sulla glicemia, essendo molto ricca di grassi che rallentano il suo assorbimento nell’immediato, facendo innalzare la glicemia parecchie ore più tardi (ecco perché di solito quando si mangia la pizza sarebbe meglio suddividere la dose d’insulina rapida in due “boli”, da farsi uno prima della pizza e uno un’oretta circa dopo); le patate (e tutto quello che viene fatto con esse) hanno un indice glicemico molto elevato ed entrano in circolo molto rapidamente innalzando parecchio la glicemia; pasti particolarmente ricchi di grassi rallentano l’assorbimento degli zuccheri nell’immediato, alzandone i valori nel lungo termine; tutti gli alimenti cotti al forno hanno una velocità maggiore nell’innalzare la glicemia rispetto ad altri tipi di cottura; i liquidi zuccherati sono rapidissimi nel venire assorbiti (quindi assai indicati per far risalire un’ipoglicemia); più un cibo è integrale (quindi ricco di fibre) minore sarà il suo contenuto di carboidrati (nel calcolo andranno sempre detratti i gr di fibre da quelli dei cho, per intendersi); …. ecc. ecc.

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14 Giugno 2006

Sono stanchissima!

In teoria questi avrebbero dovuto essere giornate di ferie e quindi di tutto riposo e puro relax, invece gli eventi della vita hanno agito per proprio conto ed io non ho potuto che adeguarmi al loro divenire!
Mia mamma è stata operata a Firenze (quindi parecchi chilometri da casa) al ginocchio sinistro a fine maggio. Ha messo una protesi. E’ rientrata a casa da poco più di una settimana ed ovviamente non può fare granchè, di grazia che si alza da sola dal letto e fa tutte le sue cose personali. Per il resto… ci sono io! La casa, i gatti (mamma gatta con i sui quattro figlioli è tornata), il giardino e l’orto… tutto sulle mie spalle. Quindi al posto delle agognate ferie (che poi sono ancora quelle dello scorso anno da finire… e me ne restano ancora un poche!!!) mi sono ritrovata a fare la trottola!!! Corri dal medico a fare le impegnative, vai in posta a pagare questo, al super per un pochina di spesa, a casa a fare il pranzo, pulisci e riordina, prepara la pappa per i mici (più le medicine, perchè uno aveva gravi problemi di dissinteria… o mammmaaaaaaa), metti sù una lavatrice, giro in farmacia a ritirare le varie medicine (e solo questa settimana ci sono già stata tre volte), svuota la lavatrice e metti a stendere al roba che si asciughi (… e NON ho ancora stirato!!!!), a recuperare un po’ di insalatina e radicchietto dall’orto, raccogli anche le zucchine che altrimenti crescono troppo, prepara la cena e sistema il resto di casa, dai le varie medicine alla mamma, riordina la cucina (ANCORA???), di corsa a bagnare l’orto che altrimenti muore tutto, super innaffiamento dei vari (mille!!!) vasi di fiori e delle altrettante aiuole colorate (insomma, ci metto più di un’ora per innaffiare tutto tutto e neppure troppo bene!!!)… a questo aggiungete che ogni giorno ce n’è una nuova (giro dai contadini a caccia di cigliegie una volta, in ospedale con mamma perchè aveva da fare le analisi, a firmare delle carte dell’avvocato e dal commercialista….)….

e tanto per non farci sfuggire nulla, a tutto quello di cui sopra, sommiamo anche che DEVO fare dell’attività fisica ogni santo giorno (per il colesterolo, per la salute e per la linea,che non peggiori!!!), che ho i miei mille controlli glicemici e le varie ipo che mi vengono a trovare (con tutto questo movimento ho notato che ho dovuto assolutamente ridurre le dosi di rapida ai pasti, altrimenti era un’ipo dietro l’altra), che avevo programmato alcuni incontri tra amiche che non vedevo da secoli, che ho almeno 5 libri che mi guardano e mi chiedono "Quando mi cominci?" ecc. ecc. ecc. ….

… insomma, come si diceva parecchi anni fa in una nota pubblicità "FERMATE IL MONDO, VOGLIO SCENDERE!!!". Non so davvero quanto potrò resistere… se qualcosa non accade e non viene in mio soccorso!!! Fortunatamente se tutto procede come dovrebbe, tra due domeniche la mamy dovrebbe essere "ricoverata" in una struttura al mare, dove per due settimane, la seguiranno nell’attività di recupero post operatorio (ma prima deve andare nuovamente a Firenze a togliere i punti e le graffette, oltre che a fare il primo controllo)…

OK, la pianto di lamentarmi a gò gò e vado, che ho ancora alcune cose da finire! ;D

IMPORTANTE news dal mondo della ricerca che ho letto ieri sul sito Le Scienze:
In Australia cuori e altri organi sono stati prodotti su misura, e potranno un giorno sostituire i trapianti grazie ad una conquista di alcuni ricercatori, che hanno "coltivato" con successo nuovo tessuto cardiaco che batte spontaneamente, con il suo ritmo intrinseco, dentro un corpo umano.

Lo sviluppo, frutto di 10 anni di ricerche di un’equipe dell’Istituto di microchirurgia O’Brien di Melbourne, e’ visto come il primo passo per creare organi interamente nuovi, per sostituire parti del corpo malate o lese. Finora gli scienziati erano riusciti a creare solo strutture bidimensionali, come pelle, in ambiente di laboratorio.
La scoperta, spiega il prof. Wayne Morrison che coordina la ricerca, potrà portare alla creazione di organi, incluse parti del cuore, usando le cellule staminali del paziente stesso, in modo da evitare problemi di rigetto immunitario.

I ricercatori di Melbourne hanno coltivato le cellule in una capsula di plastica sotto la pelle del paziente. "Si tratta essenzialmente di una scatola vuota in cui impiantiamo vasi sanguigni usando tecniche di microchirurgia. Li facciamo crescere a seconda dello specifico ambiente che creiamo", spiega ancora Morrison. "Finora siamo riusciti a produrre tessuto del seno, grasso, muscolare e di pancreas che secerne insulina (WOW WOW WOW!!!). Anche tessuto del timo, che potrà trovare applicazioni in immunologia". "La capacità di creare nuovi organi ha enormi ricadute per le migliaia di persone la cui sopravvivenza dipende da trapianti, specialmente i pazienti di cuore", ha spiegato Morrison alla radio Abc.

"Questo passo avanti in materia di ingegneria dei tessuti organici porterà nuova speranza, fiducia e dignità nel futuro di milioni di persone", ha detto, osservando che le malattie cardiovascolari sono la maggiore causa di morte nel mondo occidentale.

Non ne so di più, ma già aver letto che sono riusciti a produrre TESSUTO CHE PRODUCE INSULINA a mio avviso è una grande, magnifica notizia!!! Certo, ci vorranno ancora ANNI prima di vedere un’applicazione al nostro quotidiano, ma volete mettere? Un domani si potrà auto-trapiantare le proprie cellule coltivate sotto cute, senza bisogno di immunosopressori!! Fantascienza? Non credo… ma intanto attendiamo fiduciosi!!!!

Ok, ora "voglio" anche il teletrasporto, così i miei tempi si possono raddoppiare!!! Chiedo troppo, vero??? ;)))
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7 Giugno 2006

Trovata una relazione tra diabete tipo 1 ed estradiolo.

Da quanto ha riportato oggi il sito Le Scienze, pare proprio che l’insorgenza del diabete è correlata alla produzione di estrogeni, secondo quanto afferma un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Science".
Il diabete di tipo 1, com’è noto, è una patologia dovuta alla morte di cellule pancreatiche beta. Senza di esse, l’organismo non è in grado di regolare il livello di glicemia nel sangue. Tuttavia, le conoscenze su come avviene la morte di queste cellule sono molto scarse e finora non si è riusciti a spiegare perché, per esempio, negli individui di sesso femminile sia la prevalenza di diabete sia il tasso di mortalità delle cellule beta sia inferiore.
Per fare luce su tali questioni, Franck Mauvais-Jarvis e i suoi colleghi del Baylor College of Medicine di Houston hanno indagato il ruolo dell’estradiolo nel mantenere vive le cellule beta, studiando in particolare i topi che riescono o non riescono a sintetizzare questo ormone. Anche negli animali di laboratorio, si è infatti riscontrato come l’assenza di estradiolo sia associata a elevati tassi di morte cellulare e all’insorgenza di diabete. Gli stessi problemi si sono evidenziati in topi che non possiedono il recettore per gli estrogeni. La ricerca perciò confermerebbe che la correlazione tra sesso e insorgenza del diabete di tipo 1 è dovuta proprio all’estradiolo.
E la scienza continua a cercare!!! ;D

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2 Giugno 2006

Il Mio Libro del Diabete di Tipo 1.

Si tratta di un libretto scritto da Sandra J. Hollenberg da poter scaricare in modo libero e ovviamente gratuito, direttamente sul sito di Portale Diabete. E’ un libretto per bambini che si trovano a dover affrontare questa "brutta bestia" che è il diabete insulino dipendente con tutte le sue regole e le sue "imposizioni" dall’oggi al domani.

Per scaricarlo andate qui e seguite le istruzioni.
Questa è una "vecchia traduzione" fatta da Daniela D’Onofrio che gentilmente la mette a disposizione per chiunque ne fosse interessato. Sintentico, simpatico ma soprattutto utile. Non sono molte pagine, ma sicuramente potranno aiutare qualcuno.

Se conoscete dei giovani diabetici, oppure se conoscete dei genitori che hanno un giovane diabetico in case, consigliatelielo. Ne saranno felici. A me è piaciuto molto.
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