Come l’acqua che scorre…
Ieri sono andata a vedere un film, WATER. Faceva parte di una rassegna promossa da un’associazione che lotta per tutelare le donne. Soprattutto contro la violenza alle donne. Il film, di una regista indiana (che per questo è stata aspramente contrastata, ovviamente) Deepa Mehta, si svolge nel 1938 e racconta la storia di una bambina di OTTO anni, Chuya che, rimasta vedova (i matrimoni sono combinati dalle famiglie e spesso bambine vanno in spose a uomini già anziani) deve affrontare questa nuova situazione di vita a cui pare non esserci scampo in assoluto e alla quale ella stessa non intende sottostare! Ma…
Oggi, anno 2007, ancora nulla è mutato!!!!
In India, quando una donna resta vedova, ha solo TRE possibilità: imolarsi sulla pira bruciando assieme al marito; sposare (se la famiglia da il consenso) il fratello del marito morto, vivere una vita di stenti e di privazioni, relegata ai margini della socità (come si vede appunto in questo film).
Così si dice e si pensa: "Infiniti sono i difetti della donna, mentre le virtù tre soltanto, quelle di curare la casa, di far figli e di morire insieme con il marito".
Sono uscita dalla sala scossa, sconvolta, rattristata, arrabbiata, commossa, toccata con le lacrime che scendevano e allo stesso tempo, ringraziando Dio di essere nata in questa parte del mondo, ma allo stesso tempo chiedendomi: "Perchè tutto questo? Ed io, e noi, cosa possiamo fare per combatterlo?".
PS: oggi ho avuto l’ultimo colloquio con la diabetologa prima della partenza (lunedì) e ho anche cambiato insulina rapida. Da questa sera userò Apidra!



