Troooppo dolce!

Vivere (e mangiare) col diabete addosso

Archivio di Maggio 2007

28 Maggio 2007

Con Francesco, in quel di Rieti!

Sono rientrata a casa dal Cammino di San Francesco venerdì notte (praticamente era sabato, visto l’ora: una passata!!!), stanchissima (indubbiamente) ma soddisfatta e felice! In effetti ho considerato quest’ennesima avventura (è così è stata) una blanda "prova generale" per Santiago de Compostela (il mio grande sogno di un giorno…) ed ho capito molte, moltissime cose. Innanzitutto che l’allenamento fino ad ora seguito è carente in certi aspetti… sui quali intendo lavorare da adesso in avanti, ma soprattutto che davvero, con un pochina d’attenzione, anche per me, persona affetta da diabete tipo 1 (insulino-dipendente) molto instabile e difficile da compensare, è POSSIBILE affrontare delle lunghe camminate, della durata di molte ore, senza "morirne"!!! Insomma, anche io ce la posso fare…. ;D e questo mi alletta tantissimo!!!

Non è stato facile, tutt’altro! Lunedì scorso ho affrontato il primo dei vari percorsi, quello che era indicato come il più lungo! Ho pensato fosse meglio affrontare subito il peggio, e lasciare per poi la parte "meno" impegnativa (… si fa per dire, visto che "il tutto è assai relativo"!!!). Dal Santuario di Greccio (qui a fianco ne vedete un piccolissimo scorcio), luogo in cui sono arrivata in corriera, sono scesa fino al Santuario di Fonte Colombo, e poi ancora avanti fino a Rieti, ad arrivare al B&B cui facevo base! All’incirca 21 km, forse anche qualcuno in più visto che alcuni pezzi li abbiamo sbagliati, allungando così un pochino il percorso!
Sono partita di "buone speranze" senza impormi alcun orario, e neppure ho pensato al tempo che mi sarebbe servito a completare il tutto. Per me la cosa importante non era sicuramente quella, quanto invece arrivare in fondo! Ci serei riuscita?

Passo dopo passo, andando avanti senza pensare al dopo. alle 18:00 ero nella mia camera, pronta per entrare in doccia! WOW!!! Le gambe non mi facevano male come avrei pensato, però il ginocchio destro, scendendo da Fonte Colombo, ha cominciato a farmi molto male, soprattutto in discesa. Infatti poi, alla sera, sono andata in una farmacia a procurarmi una ginocchiera, per alleviarmi un po’ il dolore. Credo si sia trattato di una tendinite… in tre giorni è passata quasi completamente… mah!?

Il giorno dopo è stata MOLTO peggio. Scesa dal letto, alla mattina, la mia andatura era quella di una vera paperotta: sedere in fuori e gambe rigide, per non sforzare troppo i polpacci!!! Il ginocchio faceva ancora male, ma il tutto era "riservato" alle discese …e allo scendere le scale.

Il giovedì, anche se i dolorini vari erano ancora presenti, ho deciso, nonostante le premesse, di affrontare la tappa dal Santuario di Poggio Bustone (lo vedete nell’immagine qui sotto)  fino a quello de La Foresta, per poi proseguire fino in quel di Rieti. I km assegnati dovevano essere all’incirca 17, ma per l’ennesimo errore di percorso (in effetti i cartelli [ve ne ho fotografato uno… sono carini, vero?] non erano ovunque ben posizionati… se devo essere del tutto sincera) al compimento del 15 km mi sono ritrovata in una zona che distava circa altri 5 km dal Santuario La Foresta. Mi veniva da piangere! Davvero!
Avevo anche un malessere generale (dovuto non so bene a cosa, ma che mi procurava una terribile nausea…) oltre ai vari mille doloretti, e l’idea di affrontare ancora almeno altri 8 km, quando in teoria avrei già dovuto essere arrivata…. mi distruggeva! Lì ho mollato! Ho deciso che sarei rientrata a Rieti con una corriera e che il giorno dopo, sarei ripassata dal Santuario. La mia amica, molto brava, invece è proseguita ed è arrivata fino a Rieti, come programmato in teoria.

Ok… il Cammino completo era di circa 80 km in totale, dei quali ho percorso "soltanto" una quarantina (quindi la metà), ma come mia prima esperienza di Pellegrinaggio, ne sono assai fiera!

E’ vero, avrei voluto/desiderato farlo tutto… ma insomma, dal mio punto di vista è già stata una grande conquista!

Alla fine, sulla via del ritorno, abbiamo deciso di fare una capatina alla Cascata delle Marmore (che non avevo mai visto in vita mia!!!!) e dove ho assistito a questa meraviglia! Le cascate durante la settimana sono "chiuse" perchè l’acqua viene deviata nelle centrali idroelettriche però per un paio d’ore al giorno, le riaprono. Da mezzogiorno all’una erano quindi visibili. Abbiamo atteso …
la prima foto qui a lato è ripresa dalla postazione in cui ci trovavamo e dalla quale era possibile vedere molto bene il primo salto dell’intera cascata. Riuscite a percepire come la portata dell’acqua sia praticamente nulla??? … mentre nell’altra foto, più sotto, la portata è massima e la cascata mostra il suo splendore totale!!! Uno spettacolo stupendo!!!

Se non ci siete mai andati e passate da quelle parti, fateci un salto! Sono certa che non ne resterete delusi!

Ok. Per oggi è tutto. Sono rientrata al lavoro anche se sono ancora stanchina… già, stanca ma felice! L’esperienza è stata davvero magica. Un viaggio interiore oltre che nei boschi del rietino.

Vi lascio con questa ultima immagine in cui ho gustato le cascate nella loro totalità (tre salti!)… uno spettacolo della natura!

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12 Maggio 2007

Verso Abadiania…

Il mio primo volo trans-oceanico!!! Che emozione!!! Ma la paura non era dell’aereo (non mi ha mai fatto paura). La mia vera paura era quella di essere in un luogo sconosciuto, con gente (fino ad allora) sconosciuta, a fare cose sconosciute. Poco, vero??? Tutte quelle incognite erano la vera montagna da scalare. E come faccio sempre, ho deciso, sono partita e l’ho affrontata. Ovviamente dall’inizio, un passo dopo l’altro (questo è l’unico modo che conosco per "scalare le montagne")!

A Milano (Malpensa) ci siamo incontrati tutti ed ho finalmente scoperto (perchè fino a prima non avevo neppure voluto indagare troppo sui "dettagli"….) che il mio gruppo era formato da 7 donne e da un unico uomo. Otto in tutto. Numero perfetto! Da lì abbiamo fatto primo scalo a Parigi (temperatura, +3 gradi) con Air France e poi nuova partenza verso Rio, con la Tam. Ho dormito molto poco durante il volo. Un po’ l’eccitazione di quanto stavo per vivere e un po’ per la posizione alquanto scomoda. Ogni tanto seguivo la nostra traiettoria sul monitor. Abbiamo ballato un po’ (e il comandante ci ha fatto allacciare le cinture di sicurezza) quando ci trovavamo circa all’altezza delle coste africane. Per il resto il volo è stata davvero perfetto. Da Rio, decollo verso Brasilia, ultimo volo, dove sono atterrata verso le 10:00 ora locale (in Italia c’erano 4 ore in più).

Temperatura esterna era sui 30 gradi. Praticamente ESTATE, mentre in realtà là sta per cominciare piuttosto l’inverno! La pousada in cui ho alloggiato ha anche un servizio di "prelievo all’ereoporto" e dopo un’oretta di macchina, finalmente sono arrivata ad Abadiania (si legge Abagiania), giusto  per l’ora di pranzo! Ecco alcune visuali della Pousada Caterinense… quella in alto è l’entrata (foto tratta diretamente dal loro sito), mentre quella sotto, fatta da me, è l’entrata (no, no, quella non sono io… io sto fotografando con il cellulare!!!… si può notare la mia "splendida ombra" sul vialetto nel lato destro… la vedete, vero???)

… e sull’estrema destra, invece, potete amirare la struttura dove mangiavamo.
Frutta e verdura avevano un gusto strepitoso. Tutto ciò che vedevo attorno a me rimandava colori accesi e vivaci: la terra rossa della strada, il cielo blu intenso, i prati verdi tra le case basse, le pousadas stesse, tutte dipinte di milla colori… e il cibo non era sicuramente da meno! Un tripudio di gioia vera, come avrebbe poi spesso ricordato anche Fabio… uno dei miei compagni d’avventura!

Nella pousada, oltre ai tanti altri ospiti simili a me, ovviamente, c’erano anche questi due carinissimi pappagalli (non sono simpatici???) che ogni mattina mi salutavano con il loro allegro: "òla!" pur di riceverne in cambio un biscottino!!! Cosa che inevitabilmente avveniva…. come resistere??

Il colore (artificiale) predominante in quest’ambiente di puro relax (sia fisico sia mentale) era il violetto, come si può notare nelle poche immagini pubblicate. Io amo molto questa tonalità e ritrovala a fare da sfondo a questo mio "ritiro" spiritual-meditativo mi ha riempita di gioia… e poi è così riposante anche solo da guardare!!!

Tutte le mie giornata sono state ricche di mille e più cose da fare. Grazie alla guida che ci accompagnava oltre a poter incontrare il mondo della Casa de Dom Inàcio, e quindi Joao de Deus, ho anche avuto l’opportunità di fare un profondo lavoro su me stessa e su vari  aspetti della mia vita. Non sempre è stato facile… e non sempre avrei voluto affrontare tutto questo, ma sicuramente, le ore spese a scrivere, a pensare, ad agire e a condividere sono state fondamentali nel mio processo di guarigione, come credo in quello di tutti gli altri partecipanti.
Ho sempre avuto la netta sensazione di trovarmi nel posto giusto al momento giusto. Avete presente quando si ritorna dopo un viaggio di moltissimi chilometri e riaprendo la porta si ha quella bella, bellissima sensazione di *CASA*, capite cosa intendo, vero? Ecco, così mi sono sentita fin dal primo momento in cui ho messo piede in questo paesino brasiliano. Ecco perchè è già in programma, nel mio prossimo futuro, di tornare e di starci un periodo più lungo… ma ne parleremo!

Ad Abadiania, tre volte a settimana, nelle giornate in cui Joao è presente (negli altri giorni gira lui per il Brasile andando ad aiutare le persone che non possono affrontare il viaggio fino alla Casa di Dom Inàcio), ho anche avuto modo di entrare nella corrente energetica delle tante (e sono state davvero moltissime) persone che, come me, credono nelle possibilità che Joao da a tutti noi, "comuni mortali". Nella foto che posto qui, potete vedere la prima stanza in cuisi entra prima di arrivare davanti a joao e dove sono entrata molte volte. E’ indispensabile passare attraverso questa specie di "canale di purificazione" prima di arrivare dinnanzi alle entità, mentre le tante figure che stanno sedute e che vedete sulla destra, sono persone come me (l’ho fatto anche io) che stanno meditatando e che si adoperano per creare il flusso energetico utile e necessario ad aiutare chi entra a migliorare la propria salute fisica, emotiva e spirituale.

Non posso (purtroppo) farvi percepire quest’energia, ovviamente, ma mi piacerebbe davvero provaste a sperimentarla: immaginate di trovarvi in un luogo bellissimo, immerso nella natura e di percepire tutte le sensazioni che un simile posto potrebbe trasmettervi. Odori, colori, sapori.. tutti i sensi devono venire coinvolti in questo processo… e ci siamo solo appena appena avvicinati!
Una delle mie prime meditazioni in questo luogo è stata così toccante (per me) che mi sono ritrovata a piangere, ma dalla gioia e per l’immenso amore di cui mi sono sentita circondata e che è presente ovunque, in quel di Abadiania! (per andare ad Abadiania con una guida)

Chiudo qui questo mio breve racconto con un grande abbraccio virtuale ed un saluto che vi lancio assieme al mio amichetto qui a fianco, nell’immagine. Nessun racconto e nessun insieme di parole potrà mai davvero rendere visibile ai vostri occhi quello che mi ha dato quest’esprienza, viaggio nell’anima. Neppure io credo si saper come manifestare su carta le mille sensazioni che ho provato e vissuto…
Ma statene certi, il prossimo anno (quando tornerò là per restarci più tempo di quello che mi sono concessa questa volta), sarà un nuovo capitolo di quella che ho scelto essere come la mia vita!

Ora mi sto preparando alla prossima partenza. Domenica 20 partirò verso Rieti, per fare il Cammino di San Francesco (circa 80 km a piedi)… ma anche di questo vi racconterò poi!  BOM GIA!
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9 Maggio 2007

E se ci “facessimo” con una cremina?

Girovagando in rete ho fatto questa strana scoperta. La ditta Phosphagenics Limited sta studiando e sviluppando… un gel da applicare sulla pelle che rilascia insulina!!!

La ricerca ha dimostrato che una singola applicazione del gel ha trasportato velocemente l’ormone nella circolazione sanguigna senza produrre reazioni avverse, portando ad un abbassamento significativo dei livelli di glucosio!

Serviranno ovviamente ulteriori studi per migliorarne l’efficacia e soprattutto per ridurne il costo, ma intanto si è già visto che il suo utilizzo non causa irritazione alla pelle. Se fosse possibile ridurre ancora e significativamente i livelli del c-peptide, questo gel potrebbe essere molto adatto a diabetici di tipo 2 (la stragrande maggioranza!!!), ai quali darebbe la possibilità di avere una sorta di base provvisoria.

Se vi interessano maggiori info in merito (è in inglese) andate qui!
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