Da dove mi è arrivata l’ispirazione?
Ma… da un libro, ovviamente!!! ;D
A ottobre 2006 sono "incappata" in un libro che ha attirato la mia attenzione e come al solito ho ceduto alla mia intuitiva curiosità. L’ho letto tutto d’un fiato, come sempre mi accade quando m’imbatto in qualcosa che colpisce la mia mente.
Sicuramente quanto vi è scritto non è facile da accettare nè da "digerire" per certi concetti che vi vengono esposti. Io non ve lo consiglio affatto, ma se vorrete leggerlo (e questa sarà solo una vostra libera scelta), fatelo con cuore aperto e soprattutto con lo stesso atteggiamento che ci ho messo io e che in qualche modo viene "riassunto" in quella stupenda poesia che scrisse Pablo Neruda…
Lentamente…
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Da QUI è quindi iniziata l’avventura che mi ha portata addirittura in Brasile. Un viaggio che mi ha fatta giungere molto lontano in termini di chilometri, ma che mi ha fatto approdare al punto più vicino che ho da sempre avuto, ossia il mio cuore.
Questa piccola premessa era indispensabile per cerca di capire davvero il racconto che seguirà della mia storia ad Abadiania.
Namastè.
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Scritto da Francesca alle 7:22, in Libri, Viaggi
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