Troooppo dolce!

Vivere (e mangiare) col diabete addosso

Archivio della Categoria 'Novità dalla scienza'

23 Luglio 2006

Nuova scoperta per “bloccare” l’insorgenza del diabete 1!

Ogni giorno leggo molte notizie che riguardano il diabete. Alle volte me ne sento quansi "schiacciata" anche perchè spesso, pur di fare "notizia" i titoli usano aggettivi e sostantivi un po’ troppo ridondanti e a sproposito.
Alle volte invece trovo delle cose davvero interessanti. In questi giorni di calura torrida (in cui vivo malissimo perchè tra il caldo tra le zanzare non riesco praticamente ad avere un sonno regolare… ed io sarei una da ALMENO otto ore per notte!!!!) ho letto questa notizia, che anche se nel mio cosa non può certo fare granchè (visto che si parla di agire sugli inizi dello sviluppo del diabete tipo uno, insulino dipendente) sicuramente potrà essere di grande aiuto ad altri.

La notizia (riportata dal sito Molecularlab) è dei primi di luglio e afferma che finalmente si è riusciti a identificare una terapia farmacologica in grado di bloccare lo viluppo della malattia. La particolare scoperta è stata fatta da Manuela Battaglia, giovane ricercatrice dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET) diretto da Maria Grazia Roncarolo. Il lavoro si è potuto svolgere grazie a fondi che Telethon, in collaborazione con l’associazione JDRF-Italia (Juvenile Diabetes Research Foundation-Italia), dedica a progetti di ricerca sul diabete di tipo 1, ed è stato pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Diabetes.

Questa ricerca ha dimostrato che la somministrazione di due farmaci (la rapamicina e  l’interleuchina-10 il primo utilizzato dopo il trapianto d’organo per prevenire il rigetto, il secondo, ad azione antinfiammatoria, usato per trattare patologie autoimmuni) hanno avuto effetti benefici nel modello animale del diabete di tipo 1.
Oltre a ridurre i livelli dell’infiammazione, questo trattamento farmacologico ha bloccato la reazione autoimmunitaria impedendo alle cellule T auto-aggressive di distruggere le isole pancreatiche. I due farmaci infatti favoriscono l’azione sinergica di altri due tipi di cellule T ad azione ragolatoria, il cui compito è proprio quello di sopprimere le cellule T auto-aggressive. Così ha spiegato la dottoressa Battaglia.

Anche se si tratta ovviamente di studi ancora agli albori, non dimentichiamo che al momento attuale non esistono terapie in grado di bloccare lo sviluppo del diabete, nonostante in tutto il mondo si lavori per individuare una cura efficace a lungo termine e sicura.

Il diabete di tipo 1, come oramai sapete, è una malattia autoimmune in cui la quantità di zucchero nel sangue (rilevato dalla glicemia) aumenta, superando i valori normali. La sua incidenza  è compresa tra i 6 e i 10 casi ogni 100.000 per anno nella fascia di età da 0 a 14 anni (certo che ho avuto un C***LO eh!!??), mentre è stimata in 6,72 casi per 100.000 per anno nella fascia di età da 15 a 29 anni. In Sardegna (e non si capisce ancora il perchè) l’incidenza del diabete di tipo 1 nella fascia di età tra 0 e 14 è di 34 casi per 100.000 per anno, tra le più alte del mondo.

La mia vita in questi giorni sta scorrendo come meglio posso (sempre a causa delle temperature che non mi facilitano nulla) ma a dire il vero grazie alla nuova Levemir (o Detemir) i miei valori sono quasi sempre ottimi! Martedì eseguirò i nuovi esami con la speranza (a dire il vero questa volta è una piccola certezza) di vedere un valore di emoglobinaglicosilata di "SETTE virgola qualcosa"!!! Continuo ad alimentarmi in modo ottimo, frutta e verdura sopra ogni cosa, soprattutto pesce, molti derivati della soia (che ho riscoperto alla grande, pur conoscendola da tantissimo tempo), nessun latticino (se non in minime dosi nelle poche occasioni di cene mondane in cui non ho potuto seguire il mio solito consolidato menù), attività fisica regolare (ho perso ancora qualche chilo, ma aspettiamo di vedere cosa dice la bilancia del centro diabetologico il giorno primo agosto). Oltre a questo mi sto occupando di un nuovo progetto (che mi impegna moltissimo) ed ho intenzione di cominciare a studiare lo spagnolo (almeno un pochino). Mi sono già attrezzata con alcuni corsi su DVD… aspetto solo arrivino pomeriggi più freschi per potermici dedicare.
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14 Giugno 2006

Sono stanchissima!

In teoria questi avrebbero dovuto essere giornate di ferie e quindi di tutto riposo e puro relax, invece gli eventi della vita hanno agito per proprio conto ed io non ho potuto che adeguarmi al loro divenire!
Mia mamma è stata operata a Firenze (quindi parecchi chilometri da casa) al ginocchio sinistro a fine maggio. Ha messo una protesi. E’ rientrata a casa da poco più di una settimana ed ovviamente non può fare granchè, di grazia che si alza da sola dal letto e fa tutte le sue cose personali. Per il resto… ci sono io! La casa, i gatti (mamma gatta con i sui quattro figlioli è tornata), il giardino e l’orto… tutto sulle mie spalle. Quindi al posto delle agognate ferie (che poi sono ancora quelle dello scorso anno da finire… e me ne restano ancora un poche!!!) mi sono ritrovata a fare la trottola!!! Corri dal medico a fare le impegnative, vai in posta a pagare questo, al super per un pochina di spesa, a casa a fare il pranzo, pulisci e riordina, prepara la pappa per i mici (più le medicine, perchè uno aveva gravi problemi di dissinteria… o mammmaaaaaaa), metti sù una lavatrice, giro in farmacia a ritirare le varie medicine (e solo questa settimana ci sono già stata tre volte), svuota la lavatrice e metti a stendere al roba che si asciughi (… e NON ho ancora stirato!!!!), a recuperare un po’ di insalatina e radicchietto dall’orto, raccogli anche le zucchine che altrimenti crescono troppo, prepara la cena e sistema il resto di casa, dai le varie medicine alla mamma, riordina la cucina (ANCORA???), di corsa a bagnare l’orto che altrimenti muore tutto, super innaffiamento dei vari (mille!!!) vasi di fiori e delle altrettante aiuole colorate (insomma, ci metto più di un’ora per innaffiare tutto tutto e neppure troppo bene!!!)… a questo aggiungete che ogni giorno ce n’è una nuova (giro dai contadini a caccia di cigliegie una volta, in ospedale con mamma perchè aveva da fare le analisi, a firmare delle carte dell’avvocato e dal commercialista….)….

e tanto per non farci sfuggire nulla, a tutto quello di cui sopra, sommiamo anche che DEVO fare dell’attività fisica ogni santo giorno (per il colesterolo, per la salute e per la linea,che non peggiori!!!), che ho i miei mille controlli glicemici e le varie ipo che mi vengono a trovare (con tutto questo movimento ho notato che ho dovuto assolutamente ridurre le dosi di rapida ai pasti, altrimenti era un’ipo dietro l’altra), che avevo programmato alcuni incontri tra amiche che non vedevo da secoli, che ho almeno 5 libri che mi guardano e mi chiedono "Quando mi cominci?" ecc. ecc. ecc. ….

… insomma, come si diceva parecchi anni fa in una nota pubblicità "FERMATE IL MONDO, VOGLIO SCENDERE!!!". Non so davvero quanto potrò resistere… se qualcosa non accade e non viene in mio soccorso!!! Fortunatamente se tutto procede come dovrebbe, tra due domeniche la mamy dovrebbe essere "ricoverata" in una struttura al mare, dove per due settimane, la seguiranno nell’attività di recupero post operatorio (ma prima deve andare nuovamente a Firenze a togliere i punti e le graffette, oltre che a fare il primo controllo)…

OK, la pianto di lamentarmi a gò gò e vado, che ho ancora alcune cose da finire! ;D

IMPORTANTE news dal mondo della ricerca che ho letto ieri sul sito Le Scienze:
In Australia cuori e altri organi sono stati prodotti su misura, e potranno un giorno sostituire i trapianti grazie ad una conquista di alcuni ricercatori, che hanno "coltivato" con successo nuovo tessuto cardiaco che batte spontaneamente, con il suo ritmo intrinseco, dentro un corpo umano.

Lo sviluppo, frutto di 10 anni di ricerche di un’equipe dell’Istituto di microchirurgia O’Brien di Melbourne, e’ visto come il primo passo per creare organi interamente nuovi, per sostituire parti del corpo malate o lese. Finora gli scienziati erano riusciti a creare solo strutture bidimensionali, come pelle, in ambiente di laboratorio.
La scoperta, spiega il prof. Wayne Morrison che coordina la ricerca, potrà portare alla creazione di organi, incluse parti del cuore, usando le cellule staminali del paziente stesso, in modo da evitare problemi di rigetto immunitario.

I ricercatori di Melbourne hanno coltivato le cellule in una capsula di plastica sotto la pelle del paziente. "Si tratta essenzialmente di una scatola vuota in cui impiantiamo vasi sanguigni usando tecniche di microchirurgia. Li facciamo crescere a seconda dello specifico ambiente che creiamo", spiega ancora Morrison. "Finora siamo riusciti a produrre tessuto del seno, grasso, muscolare e di pancreas che secerne insulina (WOW WOW WOW!!!). Anche tessuto del timo, che potrà trovare applicazioni in immunologia". "La capacità di creare nuovi organi ha enormi ricadute per le migliaia di persone la cui sopravvivenza dipende da trapianti, specialmente i pazienti di cuore", ha spiegato Morrison alla radio Abc.

"Questo passo avanti in materia di ingegneria dei tessuti organici porterà nuova speranza, fiducia e dignità nel futuro di milioni di persone", ha detto, osservando che le malattie cardiovascolari sono la maggiore causa di morte nel mondo occidentale.

Non ne so di più, ma già aver letto che sono riusciti a produrre TESSUTO CHE PRODUCE INSULINA a mio avviso è una grande, magnifica notizia!!! Certo, ci vorranno ancora ANNI prima di vedere un’applicazione al nostro quotidiano, ma volete mettere? Un domani si potrà auto-trapiantare le proprie cellule coltivate sotto cute, senza bisogno di immunosopressori!! Fantascienza? Non credo… ma intanto attendiamo fiduciosi!!!!

Ok, ora "voglio" anche il teletrasporto, così i miei tempi si possono raddoppiare!!! Chiedo troppo, vero??? ;)))
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7 Giugno 2006

Trovata una relazione tra diabete tipo 1 ed estradiolo.

Da quanto ha riportato oggi il sito Le Scienze, pare proprio che l’insorgenza del diabete è correlata alla produzione di estrogeni, secondo quanto afferma un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Science".
Il diabete di tipo 1, com’è noto, è una patologia dovuta alla morte di cellule pancreatiche beta. Senza di esse, l’organismo non è in grado di regolare il livello di glicemia nel sangue. Tuttavia, le conoscenze su come avviene la morte di queste cellule sono molto scarse e finora non si è riusciti a spiegare perché, per esempio, negli individui di sesso femminile sia la prevalenza di diabete sia il tasso di mortalità delle cellule beta sia inferiore.
Per fare luce su tali questioni, Franck Mauvais-Jarvis e i suoi colleghi del Baylor College of Medicine di Houston hanno indagato il ruolo dell’estradiolo nel mantenere vive le cellule beta, studiando in particolare i topi che riescono o non riescono a sintetizzare questo ormone. Anche negli animali di laboratorio, si è infatti riscontrato come l’assenza di estradiolo sia associata a elevati tassi di morte cellulare e all’insorgenza di diabete. Gli stessi problemi si sono evidenziati in topi che non possiedono il recettore per gli estrogeni. La ricerca perciò confermerebbe che la correlazione tra sesso e insorgenza del diabete di tipo 1 è dovuta proprio all’estradiolo.
E la scienza continua a cercare!!! ;D

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26 Maggio 2006

Primo impianto di cellule staminali contro il diabete 1.

 Ho appena letto e riporto la notizia.

Lo scorso 16 maggio, in Spagna all’ospedale dell’IPS è stato fatto il primo impianto di cellule staminali nel pancreas, aprendo un futuro nuovo a molti diabetici insulino dipendenti.
Ramon Tucci conviveva con il diabete da oltre 20 anni e continuando a cercare una via ad una vita senza aghi nè refrettometri, ha cominciato ad interessarsi alle cellule staminali e ad interpellare i medici nella previsione di sottoporsi ad un esperimento innovamtivo.
Finora in Spagna l’impianto di cellule staminali è stato realizzato solo su pazienti con problemi cardiaci. Le cellule impiantate devono essere estratte dal midollo osseo della persona da curare e il procedimento consiste nella loro infusione nell’arteria che irrora il pancreas. E’ una procedura simile a quella che si effettua su pazienti con problemi cardiovascolari, solo che non s’interviene sulle coronarie, ma sulle arterie che portano il sangue al pancreas. L’obiettivo da perseguire è che le staminali vadano a sostituire le parti del pancreas preposte a fornire insulina. Il dottor Derlis Gonzales, uno dei responsabili dell’intervento, ha spiegato che si tratta di un “metodo sperimentale”, quindi ancora tutto da valutare. In letteratura medica si dà l’80% di possibilità che in questo modo il pancreas possa secernere una maggiore quantità d’insulina.
Metodologia. Cinque giorni prima del trasferimento, s’inizia con isolare le cellule staminali del midollo osseo; in seguito, le cellule vengono estratte ed iniettate nel pancreas con la tecnica del cateterismo. I risultati si conosceranno appena fra tre o sei mesi. Se l’esperimento avesse successo, significherebbe una grande speranza per il 6,5% della popolazione spagnola che soffre di diabete (tratto dal sito Staminali Aduc).
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30 Aprile 2006

Novità sul “Pancreas Artificiale”!

La Medtronic è appena stata autorizzata (il 13 aprile 2006) dalla FDA all’uso di Paradigm REAL-Time System (il primo microinfusore al mondo dotato di sensore per il monitoraggio continuo della glicemia), il sogno che molti diabetici tipo 1 sognano da tempo (me compresa!!!).
Come potete vedere è formato da due aggeggini: un sensore di glicemia continua (caratterizzato dalle lettere D e C nella foto a fianco) ed un classico microinfusore di insulina (lettere A e B). Il primo invia al secondo la lettura della glicemia (effettuata ogni 5 minuti) fornendo quindi 288 glicemie giornaliere, dando così una serie di dati maggiormente esaustivi della sola emoglobinaglicosilata (che rappresenta la media matematica delle glicemie degli ultimi 3 mesi) e mettendo in luce anche eventuali ipoglicemie (o iperglicemie) non registrate dal reflettometro (perchè non misurate in quel mentre) o non percepite dal paziente. E’ dotato di un allarme sonoro che avverte il calo esagerato dello zucchero, ma anche la sua salita troppo elevata! Per ora non è consigliato ai minori di 18 anni.
Siamo solo ai primi passi, come spiega Robert Guezuraga, il presidente Medtronic Diabetes, ma sicuramente si sta aprendo un nuovo modo, una nuova possibiltià di agire nella cura del diabete tipo 1. Per maggiori informazioni andate qui e qui!
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27 Aprile 2006

La retina artificiale!

Apprendo da questo blog una notizia molto utile (per me!!!) ma sicuramente interessante per chi ha problemi di vista, cosa che purtroppo capita a molti diabetici che non riescono a mantenere un buon controllo metabolico (soprattutto glicemico!!!).

La notizia è di pochi giorni fa e spiega come sia stato creato una specie di disco flessibile al silicone con diametro di 1,5 mm e spessore di 15 micron (per ora si tratta solo di un prototipo, ovviamente) creato da Laxman Saggere, ingegnere dell’Università dell’Illinois, Chicago. L’impianto sarebbe costituito da una microscopica celletta solare che, attivata dal passaggio stesso della luce, produrrebbe a sua volta un micropassaggio di corrente. Tale celletta, collegata poi ad uno strato di titanato-zirconato di piombo (PZT) che cambierebbe forma a seconda della tensione elettrica, spingendo sullo strato di silicone attiverebbe una riserva di neurotrasmettitori, permettendo la visione e sostituendo così la funzione della retina inutilizzabile.

Da New Scientist

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11 Marzo 2006

Il ruolo della Leptina nel diabete tipo 1

Un Gruppo di ImmunoEndocrinologia del CNR di Napoli ha pubblicato sul Journal of Clinical Investigatione uno studio in cui si dimostra l’essenziale ruolo della Leptina (l’ormone che regola il peso corporeo) nello sviluppo di alcune gravi malattie immunitarie, tra cui ci potrebbe essere anche il diabete tipo 1. Tale studio aggiunge nuovi importanti dettagli sulla correlazione tra la capacità che ha il nostro organismo di difendersi dalle malattie e la Leptina. Giuseppe Matarese, uno dei ricercatori, spiega come lo studio sia partito da un dato storico: nei paesi più ricchi sono praticamente sparite malattie come la tubercolosi, la candida o la parassitosi, mentre sono aumentate le malattie con base autoimmunitaria quali la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide o il diabete tipo 1. Dove invece le risorse alimentari sono minime, avviene esattamente il contrario!
Nei topi studiati in laboratorio si è notato come la produzione di Leptina (presente in dosi maggiori nei topi obesi) sia notevolmente aumentata nel siero e nel cervello poco prima che si sviluppassero alcune di queste malattie autoimmuni. Abbassando questo ormone grazie a 48 ore di digiuno si è notata la riduzione dei gravi sintomi clinici di queste malattie.
Tali osservazioni potrebbero avere rilevanti implicazioni per la prevenzione futura di questo tipo di malattie, ma ovviamente gli studi sono ancora in corso! Fonte
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25 Febbraio 2006

Nuova tecnica di trapianto per le cellule di Langerhans

In Australia, a Sydney, è iniziata una sperimentazione sull’utilizzo delle cellule di Langerhans, per la cura del diabete tipo 1. Sono stati infatti effettuati alcuni trapianti di cellule beta prelevate da cadavere dopo che quest’ultime sono state rinchiuse in piccole capsule perforate (per permettere all’insulina di poter uscire ed entrare nel circolo ematico) costituite da un materiale estratto dalle alghe, per evitarne il rigetto, il tutto senza tarapia anti-rigetto. La prima a sottoporsi alla sperimentazione dei medici dell’ospedale Prince of Wales di Sydney, guidati dal ricercatore Bernie Tuch, è stata la Sig.ra Janice Stewart, proprio la loro infermiera 51enne, insulino dipendente da circa 40 anni, che è tornata al lavoro a sole 24 ore dall’intervento. Altri cinque pazienti saranno le prossime tappe di questa sperimentazione, che richiederà comunque ancora alcuni anni per essere completata. Se il successo verrà confermato, per molti diabetici saranno sufficienti una o due iniezioni nella vita, invece delle diverse iniezioni al giorno. Leggui qui e qui.

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Cellule staminali adulte nel pancreas umano!

Ricercatori del Burnham Institute for Medical Reserach e del Rebecca and John Moores Cancer Center dell’Università della California di San Diego hanno scoperto che  nel pancreas umano esistono cellulare progenitrici di cellule endocrine. Tali cellule possono essere trasformate in cellule produttrici d’insulina, le Isole di Langerhans, anche conosciute come cellule beta, che sono in realtà le vere produttrici dell’insulina e sono meno del 2% di tutto il tessuto pancreatico. Il dott. Fred Levine dichiara che, dall’esperimenti effettuati, è chiaramente dimosrata l’esistenza di cellule staminali progenitrici delle beta cellule, aggiungendo che la nostra capacità poi di trasformarle in cellule produttrici d’insulina potrebbe ampliare notevolmente nuove possibili terapie per il trattamento del diabete! Fonte

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22 Febbraio 2006

Cellule di maiale guariscono scimmie diabetiche

Nature Medicine ha pubblicato uno studio effettuato dall’Università del Minnesota, Usa, dove si dimostra come si sia riusciti a guarire alcune scimmie colpite da diabete tipo 1, giovanile, trapiantando loro le cellule produttrici dell’insulina prelevate da alcuni maiali. Secondo gli studiosi entro tre anni potrebbe essere avviata la sperimentazione sull’essere umano. Si tratta di un grande passo avanti nella possibile cura di questa malattia ma anche nella soluzione della grave carenza d’organi oggi esistente. Fonte

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