Troooppo dolce!

Vivere (e mangiare) col diabete addosso

Archivio della Categoria 'Ricerca'

16 Giugno 2007

La memoria metabolica e le iperglicemie!

Già alcuni anni fa (era il dicembre 2004… sembrano passati "secoli"!!!) ho assistito ad una conferenza del Dott. Antonio Ceriello (diabetologo in forze presso l’Università degli studi di Udine e che lavora anche in Gran Bretagna alla Warwick University e negli Stati Uniti all’Oklahoma City University) intitolata "Iperglicemia e memoria cellulare" dove quest’ultimo faceva un’ampia carrellata su quella che lui stesso aveva definito la "memoria metabolica", ossia quel particolare meccanismo che una volta innescato pare "non lasciare molto scampo" al cambiamento e del quale, anche se in termini non scientifici, molti diabetici tipo 1 sono da sempre "inconsciamente" consapevoli!

Alla conferenza cui partecipai (e riporto tutto quanto in termini meno tecnici possibili, mi scuso fin da ora con eventuali competenti in materia per la mia semplificazione) il dottor Ceriello spiegò come, in fisiologia (e questo vale per chiunque, non solo per i diabetici, ovviamente) tutto quello che noi mangiamo (proteine-grassi-carboidrati) viene trasformato, alla fine di vari processi, in Acetil-Coenzima A (Acetyl-CoA) che entrando nella cellula (nel mitocondrio per precisione, ossia nella sua "centrale energetica") fa sì che venga prodotta l’energia respiratoria indispensabile alla vita e che porta, in seguito, alla produzione del conosciuto ATP, l’energia usata dai muscoli. Ed è proprio grazie alla presenza dell’ossigeno che noi possiamo produrre (tramite un lungo e complesso preocesso) 32 molecole di ATP (mentre in assenza di ossigeno la sua produzione sembra scendere a sole 2 molecole!!!). Purtroppo questo processo crea un prodotto di scarto, di cui tutti abbiamo già sentito parlare: la produzione di radicali liberi dell’ossigeno! Se ci alimentiamo in modo corretto (nelle quantità soprattutto, intendo) tutto procede bene (nonostante la produzione di scarto di cui vi ho detto), ma se esageriamo nelle quantità alimentari introdotte questo sistema entra in "corto circuito" producendo grandissime quantità di radicali liberi! Uno dei maggiori "innescatori" di questa produzione massiccia si chiama PKC!!!

In un diabetico questa produzione di radicali liberi eccessiva innesca una serie "infinita" di altri meccanismi dannosi alla cellula e che portano, nel tempo, allo sviluppo delle complicanze! Nel 1990 un esperimento effettuato sempre in america aveva dimostrato come alcune cellule di vasi sanguigni messe a crescere in una soluzione con 5 mg/dL di glucosio per quattro settimane ed altre cellule, invece, poste in una soluzione di 30 mg/dL di glucosio per due settimane e poi alle stesse condizioni delle prime, nonostante le cellule del secondo gruppo fossero stata poi riportate alle stesse condizioni del primo gruppo, non si interrompesse il processo di "deteriorizzazione" e la grande produzione di radicali liberi (insomma il PKC restava attivo e quindi la memoria metabolica rimaneva intatta!).

All’epoca la conferenza terminava sull’ipotesi di ricerca per trovare qualcosa che potesse "spegnere" questi attivatori della memoria (il PKC in primis) e pareva, da quanto ci aveva raccontato il Prof. Ceriello, che esistesse una sostanza (MntApb) attualmente presente negli ace inibitori saltamici - farmaci utilizzati per abbassare la pressione sanguigna o per prevenire il danno renale nei diabetici - che avesse proprio questo tipo di capacità.

Adesso che gli studi sono proseguiti, ovviamente, e la ricerca effettuata su topolini (oltre che su colture di cellule endoteliali) ha mostrato come la modificazione nei mitocondri sia avvenuta già dopo due  SOLE settimane d’iperglicemia (!!!!),e questo ha evidenziato con certezza come alcune sostanze antiossidanti siano state in grado di "spegnere" questa memoria metabolica. Tra questi soprattutto l’acido lipoico (di cui intendevo parlarvi a breve…) è quello che meglio di tutti si è dimostrato capace di far regredire i danni riscontrati, mentre la sola insulina non è stata capace di azzerare la memoria metabolica, una volta instaurata!!!

Grazie a questo studio è ora chiaro che è necessario intervenire con i farmaci ipoglicemizzanti (sul diabete tipo 2) il prima possibile per aiutare così l’abbassamento più rapido e stabile della glicemia. "Ancora non si sa - afferma Ceriello - dopo quanto tempo il danno metabolico si instaura nell’uomo ed è anche possibile i tempi siano più lunghi che nel modello sperimentale e nell’animale, ma è necessario valutarlo con precisione con ulteriori studi. Stiamo anche valutando nuove molecole che specificamente possano "staccare" le molecole di glucosio dalle proteine dei mitocondri, che costituirebbero la migliore terapia della causa della memoria metabolica".
Tutto lo studio, per chi fosse interessato, è stato pubblicato sull’ultimo numero di Diabetologia, la rivista della Società Europea di Diabetologia.

Fonte: Molecularlab e mia presenza diretta alla conferenza!
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6 Novembre 2006

A gennaio partono i test per il pancreas artificiale!

Poco fa, mentre cercavo in rete notizie varie (ebbene sì sono curiosa e spesso e volentieri giro nella grande "ragnatela" del web a caccia di news!!!) ho scoperto che in Inghilterra, a gennaio 2007, partiranno i trial per testare il così detto PANCREAS ARTIFICIALE, ossia questo "aggeggino" fantastico (che io ambisco ad avere prima o poi!!!) che dovrebbe riuscire a sostituire in tutto e per tutto le funzioni del nostro adorato amico pancreas, nella secrezione di insulina solo a seguito delle reali ed effettive necessità del nostro corpo!
Ora come ora si stanno reclutando bambini affetti da diabete tipo 1, quindi insulino-dipendete (tanto per essere sempre molto chiari!!!) per partire con questi trials. Visto che avevo ragione?? Io AMO Londra e se ora come ora fossi lì, andrei immediatamente a Cambridge (luogo in cui appunto partirà la sperimentazione), uno dei nove luoghi mondiali in cui si farà questa sperimentazione, a propormi per questa valutazione!!! Si, si, lo so che non sono propriamente una bambina, ma questo cosa conta?? Sono certamente una diabetica insulino-dipendente e quindi potrei entrare a buon grado in questa sperimentazione, sicuro sicuro!!!
Scopo di questa ricerca è quello di perfezionare in modo efficace la procedura con cui il sensore ed il microinfusore calcolano tutto quanto, in modo da imitare il più possibile il lavoro naturale del pancreas umano. Il dott. Hovorka spiega che se la sperimentazione avrà successo nei due anni successivi si potrebbe arrivare all’utilizzo del dispositivo in modo autonomo e quotidiano da molti diabetici (ed io qui che sono!!! Pronta, prontissima ad usare questo ritrovato della scienza!!!), anche se si parla già di 4-7 anni per averne la commercializzazione.

Come funziona il tutto?
E’ presto detto. Innanzitutto il sensore controlla costantemente il livello della glicemia, I dati vengono trasmessi ad un programma che dopo averli elaborati decide la dose corretta di insulina da erogare. Il microinfusore, in quello, rilascia la dose necessaria a mantenere il livello glicemico nella giusta proporzione! Ecco tutto!!! Sembra semplicissimo, vero? E in effetti lo è davvero! Ma vi rendete conto di cosa questo "gadget" potrebbe significare per tutti noi? La libertà più assoluta da mille controlli giornalieri sulle dita (le nostre povere ditina!!) e le mille e più correzioni che non sempre (anzi, alle volte quasi mai) ci permettono di avere livelli glicemici normali, utili a mantenere la nostra emoglobina glicosialta sotto al fatidico sette (se non addirittura al 6,5 come si sta dicendo ultimamente) al fine di evitare le tante complicanze che il diabete mal compensato porta con sè!

Se volete leggere la notizia completa questo è il link di riferimento.
Io intanto mi "PRENOTO" per questo gioiellino!! Dove firmo ;D ???
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28 Ottobre 2006

Uniti anche in questa nuova “lotta”!

Il sito (Portale Diabete) a cui sono iscritta da tantissimo e che mi aiuta a conoscere molte delle tante novità sulla malattia diabete, ha già affrontato in passato lotte notevoli per poter avere, anche in Italia, alcune delle "facilitazioni" già esistenti in altre parti del mondo, ma che qui da noi "languivano" troppo spesso nei meandri di burocrazia o quant’altro. Abbiamo affrontato, tutti assieme, queste piccole battaglie, piccole per molti, grandissime per tutti noi e la testimonianza è proprio data dai risultati che siamo riusciti ad ottenere: Lantus (ricordate???) ma anche la Campagna Diabete promossa dal ministro Sirchia.

Ora, dopo la chat tenuta con il Prof. Camillo Ricordi in cui lui stesso affermava di come (cito le testuali parole) " ma il finanziamento che era stato approvato recentemente è appena stato bloccato dal governo … ho appena mandato una lettera al Presidente Prodi "  si è deciso di intervenire ancora a salvaguardare la nostra salute! Ripeto, come fa sempre la splendida Daniela D’Onofrio che Portale Diabete non fa politica, non appoggia nessuna religione come nessun partito. e crede che ogni persona sia libera di professare il suo proprio convincimento, sempre nel rispetto degli altri. Ma Portale Diabete VUOLE (e noi con lui!!!) che vengano effettuate tutte le strategie possibili nella ricerca che possano portare ad una VERA CURA del diabete!!! Ecco perchè ora intendiamo (e tutte le persone che lo desiderano possono farlo con noi) supportare l’appello del Prof. Ricordi alla Presidenza del Consiglio per la creazione di un Istituto di Biotecnologie a Palermo. Per conoscere maggiori indicazioni in questo senso potete andare a leggere "Un appello per salvare l’Istituto di Biotecnologia di Carini", qui troverete il link dove accedere alla pagina da sottoscrivere, in caso lo vogliate, per appoggiare questo appello!

Se poi volete, come molti di noi, inviare la vostra protesta personalmente ai vari ministri o ad altri mezzi di comunicazione per far sentire la vostra voce, fatelo tranquillamente. Le grandi lbattaglie si vincono con tanti piccoli passi… non credete?
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“Notiziona” di poche ore fa….

Ho appena letto l’ennesimo "scoop" pubblicato in rete e che ci riguarda (noi diabetici) molto da vicino. Come al solito i TITOLONI lo accompagnano, e questo serve ad attirare lettori, è ovvio…

"Roma: primo trapianto con cellule del pancreas anti-rigetto: Primo caso al mondo di trapianto anti-rigetto di cellule pancreatiche, contenute in speciali capsule, in laparoscopia. L’intervento e’ stato eseguito alla II Clinica Chirurgica del Policlinico Umberto I di Roma e rappresenta una svolta che potrebbe, nel prossimo futuro, dare grandi speranze ai malati di diabete. La novita’ sta nel fatto che l’incapsulamento delle insule consente di eseguire il trapianto senza dover usare i farmaci immunosoppressivi per evitare il rigetto." tratto da qui.

ora… alcuni anni fa, era il 2004, la stessa cosa era stata fatta su un altro paziente, con la collaborazione di due ospedali di Roma e di Perugia (qui potete leggere la notizia dell’epoca… e di cui non si è più saputo nulla, a dire la verità!!!), ma oggi, ecco che appare la notizia del PRIMO trapianto al mondo di cellule incapsulate… eseguito dallo stesso ospedale dell’epoca di Roma…

Dopo quanti di questi "esperimenti" non si parlerà più di "primo trapianto al mondo"???
Mannaggia a certi sensazionalismi…. scusate ma a me da molto fastidio!!!!

AGGIORNAMENTO: sul link di Portale Diabete (basta cliccarci sopra) dove se ne parla in modo preciso, approfondito e serio e non certo per fare notizia (!!!) potete leggere la VERA NOVITA’ di questo tipo di trapianto, e non quello che è stato riferito nella notizia!
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23 Luglio 2006

Nuova scoperta per “bloccare” l’insorgenza del diabete 1!

Ogni giorno leggo molte notizie che riguardano il diabete. Alle volte me ne sento quansi "schiacciata" anche perchè spesso, pur di fare "notizia" i titoli usano aggettivi e sostantivi un po’ troppo ridondanti e a sproposito.
Alle volte invece trovo delle cose davvero interessanti. In questi giorni di calura torrida (in cui vivo malissimo perchè tra il caldo tra le zanzare non riesco praticamente ad avere un sonno regolare… ed io sarei una da ALMENO otto ore per notte!!!!) ho letto questa notizia, che anche se nel mio cosa non può certo fare granchè (visto che si parla di agire sugli inizi dello sviluppo del diabete tipo uno, insulino dipendente) sicuramente potrà essere di grande aiuto ad altri.

La notizia (riportata dal sito Molecularlab) è dei primi di luglio e afferma che finalmente si è riusciti a identificare una terapia farmacologica in grado di bloccare lo viluppo della malattia. La particolare scoperta è stata fatta da Manuela Battaglia, giovane ricercatrice dell’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (HSR-TIGET) diretto da Maria Grazia Roncarolo. Il lavoro si è potuto svolgere grazie a fondi che Telethon, in collaborazione con l’associazione JDRF-Italia (Juvenile Diabetes Research Foundation-Italia), dedica a progetti di ricerca sul diabete di tipo 1, ed è stato pubblicato in questi giorni sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Diabetes.

Questa ricerca ha dimostrato che la somministrazione di due farmaci (la rapamicina e  l’interleuchina-10 il primo utilizzato dopo il trapianto d’organo per prevenire il rigetto, il secondo, ad azione antinfiammatoria, usato per trattare patologie autoimmuni) hanno avuto effetti benefici nel modello animale del diabete di tipo 1.
Oltre a ridurre i livelli dell’infiammazione, questo trattamento farmacologico ha bloccato la reazione autoimmunitaria impedendo alle cellule T auto-aggressive di distruggere le isole pancreatiche. I due farmaci infatti favoriscono l’azione sinergica di altri due tipi di cellule T ad azione ragolatoria, il cui compito è proprio quello di sopprimere le cellule T auto-aggressive. Così ha spiegato la dottoressa Battaglia.

Anche se si tratta ovviamente di studi ancora agli albori, non dimentichiamo che al momento attuale non esistono terapie in grado di bloccare lo sviluppo del diabete, nonostante in tutto il mondo si lavori per individuare una cura efficace a lungo termine e sicura.

Il diabete di tipo 1, come oramai sapete, è una malattia autoimmune in cui la quantità di zucchero nel sangue (rilevato dalla glicemia) aumenta, superando i valori normali. La sua incidenza  è compresa tra i 6 e i 10 casi ogni 100.000 per anno nella fascia di età da 0 a 14 anni (certo che ho avuto un C***LO eh!!??), mentre è stimata in 6,72 casi per 100.000 per anno nella fascia di età da 15 a 29 anni. In Sardegna (e non si capisce ancora il perchè) l’incidenza del diabete di tipo 1 nella fascia di età tra 0 e 14 è di 34 casi per 100.000 per anno, tra le più alte del mondo.

La mia vita in questi giorni sta scorrendo come meglio posso (sempre a causa delle temperature che non mi facilitano nulla) ma a dire il vero grazie alla nuova Levemir (o Detemir) i miei valori sono quasi sempre ottimi! Martedì eseguirò i nuovi esami con la speranza (a dire il vero questa volta è una piccola certezza) di vedere un valore di emoglobinaglicosilata di "SETTE virgola qualcosa"!!! Continuo ad alimentarmi in modo ottimo, frutta e verdura sopra ogni cosa, soprattutto pesce, molti derivati della soia (che ho riscoperto alla grande, pur conoscendola da tantissimo tempo), nessun latticino (se non in minime dosi nelle poche occasioni di cene mondane in cui non ho potuto seguire il mio solito consolidato menù), attività fisica regolare (ho perso ancora qualche chilo, ma aspettiamo di vedere cosa dice la bilancia del centro diabetologico il giorno primo agosto). Oltre a questo mi sto occupando di un nuovo progetto (che mi impegna moltissimo) ed ho intenzione di cominciare a studiare lo spagnolo (almeno un pochino). Mi sono già attrezzata con alcuni corsi su DVD… aspetto solo arrivino pomeriggi più freschi per potermici dedicare.
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30 Giugno 2006

Aggiornamenti sul trapianto di Miami…

Tra poco sarà passato un anno dal famosissimo trapianto eseguito a Miami, in Florida, dal famoso Prof. Camillo Ricordi, dove per la primissima volta si è seguita una procedura per vedere se era possibile eliminare -dopo un certo periodo di tempo- la terapia anti-rigetto, indispensabile fino ad oggi nei trapianti d’organo.

Riporto quanto scritto da Franca Porciani sul “Corriere della Sera” del 25.06.06, e che è stato riportato a questa pagina web.

<< A luglio sarà passato un anno e si valuterà se sia possibile ridurre, o addirittura, interrompere per Antonella la terapia antirigetto. Fece scalpore nel settembre scorso l’annuncio del successo del primo trapianto di cellule pancreatiche (insule) e staminali del midollo osseo di un donatore deceduto in una donna italiana diabetica di 44 anni. L’intervento fu realizzato in Florida da Camillo Ricordi, a capo della divisione trapianti cellulari dell’Università di Miami.

La libertà dall’iniezione di insulina era il primo traguardo di quel trapianto innovativo. Perfettamente raggiunto già nell’autunno scorso. «La signora sta tuttora bene; - ci aggiorna Ricordi, raggiunto a Miami - l’aspettiamo in luglio per valutare se grazie alle staminali del midollo osseo trapiantate sarà possibile ridurre i farmaci immunosoppressivi».
E’ questo il traguardo più ambizioso, libertà dall’insulina e dalla terapia antirigetto, che potrebbe trasformare l’esperimento di Ricordi in una prospettiva concreta di guarigione per molti malati di diabete, ferma restando la disponibilità limitata di organi da donatore.
Lo scopo del trapianto combinato staminali-cellule pancreatiche è infatti quello di ottenere uno stato di chimerismo, di coesistenza pacifica fra il sistema immunitario del donatore e quello del ricevente (Antonella, appunto), tale da permettere una lunga vita al tessuto pancreatico "estraneo". Camillo Ricordi ha appena fatto un altro intervento su un paziente americano e altri ne ha in programma autorizzati dalla Food and Drug Administration, l’ente sanitario di controllo americano.

La strada aperta dallo scienziato italiano che vive e lavora in America da molti anni, è un passo avanti rispetto al trapianto del solo tessuto pancreatico che pure ha dato buoni risultati: sono più di cento gli interventi fatti finora in Canada - Edmonton il centro di riferimento mondiale - America e in Europa con un discreto numero di diabetici che riesce a fare a meno dell’insulina nel primo anno (in un quarto dei casi si rende necessaria una seconda infusione dopo due o tre anni).

Questi malati non sono comunque liberi dalla terapia immunosoppressiva che produce effetti tossici importanti, mentre l’insulina è un trattamento sicuro. Finché non sarà possibile il trapianto di cellule pancreatiche senza la schiavitù della terapia antirigetto, questo trapianto resterà limitato a casi di diabete gravi dove argina (è dimostrato) la comparsa delle complicazioni a carico degli occhi e dei reni. Ma ora c’è la scommessa di Ricordi.>>

Aspettiamo quindi di vedere, cosa ne sarà in futuro di Antonella e, di conseguenza, di molti altri diabetici che sperano in questo nuovo tipo di trapianto. Incrociamo le dita tutti quanti, ok? ;D

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14 Giugno 2006

Sono stanchissima!

In teoria questi avrebbero dovuto essere giornate di ferie e quindi di tutto riposo e puro relax, invece gli eventi della vita hanno agito per proprio conto ed io non ho potuto che adeguarmi al loro divenire!
Mia mamma è stata operata a Firenze (quindi parecchi chilometri da casa) al ginocchio sinistro a fine maggio. Ha messo una protesi. E’ rientrata a casa da poco più di una settimana ed ovviamente non può fare granchè, di grazia che si alza da sola dal letto e fa tutte le sue cose personali. Per il resto… ci sono io! La casa, i gatti (mamma gatta con i sui quattro figlioli è tornata), il giardino e l’orto… tutto sulle mie spalle. Quindi al posto delle agognate ferie (che poi sono ancora quelle dello scorso anno da finire… e me ne restano ancora un poche!!!) mi sono ritrovata a fare la trottola!!! Corri dal medico a fare le impegnative, vai in posta a pagare questo, al super per un pochina di spesa, a casa a fare il pranzo, pulisci e riordina, prepara la pappa per i mici (più le medicine, perchè uno aveva gravi problemi di dissinteria… o mammmaaaaaaa), metti sù una lavatrice, giro in farmacia a ritirare le varie medicine (e solo questa settimana ci sono già stata tre volte), svuota la lavatrice e metti a stendere al roba che si asciughi (… e NON ho ancora stirato!!!!), a recuperare un po’ di insalatina e radicchietto dall’orto, raccogli anche le zucchine che altrimenti crescono troppo, prepara la cena e sistema il resto di casa, dai le varie medicine alla mamma, riordina la cucina (ANCORA???), di corsa a bagnare l’orto che altrimenti muore tutto, super innaffiamento dei vari (mille!!!) vasi di fiori e delle altrettante aiuole colorate (insomma, ci metto più di un’ora per innaffiare tutto tutto e neppure troppo bene!!!)… a questo aggiungete che ogni giorno ce n’è una nuova (giro dai contadini a caccia di cigliegie una volta, in ospedale con mamma perchè aveva da fare le analisi, a firmare delle carte dell’avvocato e dal commercialista….)….

e tanto per non farci sfuggire nulla, a tutto quello di cui sopra, sommiamo anche che DEVO fare dell’attività fisica ogni santo giorno (per il colesterolo, per la salute e per la linea,che non peggiori!!!), che ho i miei mille controlli glicemici e le varie ipo che mi vengono a trovare (con tutto questo movimento ho notato che ho dovuto assolutamente ridurre le dosi di rapida ai pasti, altrimenti era un’ipo dietro l’altra), che avevo programmato alcuni incontri tra amiche che non vedevo da secoli, che ho almeno 5 libri che mi guardano e mi chiedono "Quando mi cominci?" ecc. ecc. ecc. ….

… insomma, come si diceva parecchi anni fa in una nota pubblicità "FERMATE IL MONDO, VOGLIO SCENDERE!!!". Non so davvero quanto potrò resistere… se qualcosa non accade e non viene in mio soccorso!!! Fortunatamente se tutto procede come dovrebbe, tra due domeniche la mamy dovrebbe essere "ricoverata" in una struttura al mare, dove per due settimane, la seguiranno nell’attività di recupero post operatorio (ma prima deve andare nuovamente a Firenze a togliere i punti e le graffette, oltre che a fare il primo controllo)…

OK, la pianto di lamentarmi a gò gò e vado, che ho ancora alcune cose da finire! ;D

IMPORTANTE news dal mondo della ricerca che ho letto ieri sul sito Le Scienze:
In Australia cuori e altri organi sono stati prodotti su misura, e potranno un giorno sostituire i trapianti grazie ad una conquista di alcuni ricercatori, che hanno "coltivato" con successo nuovo tessuto cardiaco che batte spontaneamente, con il suo ritmo intrinseco, dentro un corpo umano.

Lo sviluppo, frutto di 10 anni di ricerche di un’equipe dell’Istituto di microchirurgia O’Brien di Melbourne, e’ visto come il primo passo per creare organi interamente nuovi, per sostituire parti del corpo malate o lese. Finora gli scienziati erano riusciti a creare solo strutture bidimensionali, come pelle, in ambiente di laboratorio.
La scoperta, spiega il prof. Wayne Morrison che coordina la ricerca, potrà portare alla creazione di organi, incluse parti del cuore, usando le cellule staminali del paziente stesso, in modo da evitare problemi di rigetto immunitario.

I ricercatori di Melbourne hanno coltivato le cellule in una capsula di plastica sotto la pelle del paziente. "Si tratta essenzialmente di una scatola vuota in cui impiantiamo vasi sanguigni usando tecniche di microchirurgia. Li facciamo crescere a seconda dello specifico ambiente che creiamo", spiega ancora Morrison. "Finora siamo riusciti a produrre tessuto del seno, grasso, muscolare e di pancreas che secerne insulina (WOW WOW WOW!!!). Anche tessuto del timo, che potrà trovare applicazioni in immunologia". "La capacità di creare nuovi organi ha enormi ricadute per le migliaia di persone la cui sopravvivenza dipende da trapianti, specialmente i pazienti di cuore", ha spiegato Morrison alla radio Abc.

"Questo passo avanti in materia di ingegneria dei tessuti organici porterà nuova speranza, fiducia e dignità nel futuro di milioni di persone", ha detto, osservando che le malattie cardiovascolari sono la maggiore causa di morte nel mondo occidentale.

Non ne so di più, ma già aver letto che sono riusciti a produrre TESSUTO CHE PRODUCE INSULINA a mio avviso è una grande, magnifica notizia!!! Certo, ci vorranno ancora ANNI prima di vedere un’applicazione al nostro quotidiano, ma volete mettere? Un domani si potrà auto-trapiantare le proprie cellule coltivate sotto cute, senza bisogno di immunosopressori!! Fantascienza? Non credo… ma intanto attendiamo fiduciosi!!!!

Ok, ora "voglio" anche il teletrasporto, così i miei tempi si possono raddoppiare!!! Chiedo troppo, vero??? ;)))
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7 Giugno 2006

Trovata una relazione tra diabete tipo 1 ed estradiolo.

Da quanto ha riportato oggi il sito Le Scienze, pare proprio che l’insorgenza del diabete è correlata alla produzione di estrogeni, secondo quanto afferma un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Science".
Il diabete di tipo 1, com’è noto, è una patologia dovuta alla morte di cellule pancreatiche beta. Senza di esse, l’organismo non è in grado di regolare il livello di glicemia nel sangue. Tuttavia, le conoscenze su come avviene la morte di queste cellule sono molto scarse e finora non si è riusciti a spiegare perché, per esempio, negli individui di sesso femminile sia la prevalenza di diabete sia il tasso di mortalità delle cellule beta sia inferiore.
Per fare luce su tali questioni, Franck Mauvais-Jarvis e i suoi colleghi del Baylor College of Medicine di Houston hanno indagato il ruolo dell’estradiolo nel mantenere vive le cellule beta, studiando in particolare i topi che riescono o non riescono a sintetizzare questo ormone. Anche negli animali di laboratorio, si è infatti riscontrato come l’assenza di estradiolo sia associata a elevati tassi di morte cellulare e all’insorgenza di diabete. Gli stessi problemi si sono evidenziati in topi che non possiedono il recettore per gli estrogeni. La ricerca perciò confermerebbe che la correlazione tra sesso e insorgenza del diabete di tipo 1 è dovuta proprio all’estradiolo.
E la scienza continua a cercare!!! ;D

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26 Maggio 2006

Primo impianto di cellule staminali contro il diabete 1.

 Ho appena letto e riporto la notizia.

Lo scorso 16 maggio, in Spagna all’ospedale dell’IPS è stato fatto il primo impianto di cellule staminali nel pancreas, aprendo un futuro nuovo a molti diabetici insulino dipendenti.
Ramon Tucci conviveva con il diabete da oltre 20 anni e continuando a cercare una via ad una vita senza aghi nè refrettometri, ha cominciato ad interessarsi alle cellule staminali e ad interpellare i medici nella previsione di sottoporsi ad un esperimento innovamtivo.
Finora in Spagna l’impianto di cellule staminali è stato realizzato solo su pazienti con problemi cardiaci. Le cellule impiantate devono essere estratte dal midollo osseo della persona da curare e il procedimento consiste nella loro infusione nell’arteria che irrora il pancreas. E’ una procedura simile a quella che si effettua su pazienti con problemi cardiovascolari, solo che non s’interviene sulle coronarie, ma sulle arterie che portano il sangue al pancreas. L’obiettivo da perseguire è che le staminali vadano a sostituire le parti del pancreas preposte a fornire insulina. Il dottor Derlis Gonzales, uno dei responsabili dell’intervento, ha spiegato che si tratta di un “metodo sperimentale”, quindi ancora tutto da valutare. In letteratura medica si dà l’80% di possibilità che in questo modo il pancreas possa secernere una maggiore quantità d’insulina.
Metodologia. Cinque giorni prima del trasferimento, s’inizia con isolare le cellule staminali del midollo osseo; in seguito, le cellule vengono estratte ed iniettate nel pancreas con la tecnica del cateterismo. I risultati si conosceranno appena fra tre o sei mesi. Se l’esperimento avesse successo, significherebbe una grande speranza per il 6,5% della popolazione spagnola che soffre di diabete (tratto dal sito Staminali Aduc).
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19 Aprile 2006

Appello per la ricerca!

Se volete e se lo credete giusto, vi invito a firmare l’appello alla ricerca che il il Dott. Ignazio Marino sta portando avanti. Queste sono le sue parole:

"Come tanti ho scelto la ricerca e la medicina per la mia vita.

Come tanti dopo la mia laurea in medicina ho lasciato l’Italia per poter fare quanto sognavo e desideravo. Negli Stati Uniti ho trovato quello che qui non ero riuscito a trovare: mezzi, organizzazione, ma anche rispetto per la competenza e la professionalità. La speranza che tutto ciò fosse realizzabile anche in Italia non mi ha mai abbandonato e quando si sono create le possibilità, le opportunità e la necessaria sensibilità, con altri professionisti sono rientrato nel mio Paese per dare vita ad una struttura di trapianti in Sicilia che ha raggiunto nei primi tre anni di attività traguardi importanti per quanto riguarda il volume dell’attività clinica e la qualità delle prestazioni. Basti pensare che la sopravvivenza nel trapianto di fegato era paragonabile a quella dei più importanti centri del mondo.

Ho imparato che le capacità tecniche e l’entusiasmo non bastano. La ricerca, la tecnologia necessitano di un contesto amministrativo, organizzativo, legislativo adeguato per sopravvivere e crescere. Così, per la seconda volta nella mia vita, nel 2003, ho ripreso la strada degli Stati Uniti.

Ora mi è stata offerta l’opportunità di ritornare per contribuire con la mia esperienza nel mio settore professionale, per fare ripartire l’Italia e cercare di risollevarci dalla profonda crisi in cui ci troviamo.

La libertà e il rispetto che mi sono stati assicurati mi hanno indotto ad una scelta umanamente e professionalmente difficile. Ma per iniziare a cambiare la situazione nel settore della sanità e della ricerca è indispensabile il coinvolgimento dei protagonisti e liberare le forti potenzialità oggi represse del nostro sistema scientifico.

E’ nata così la proposta di un appello pubblico, nella speranza di liberare un sentire comune tale da sviluppare e sostenere lo sforzo di cambiamento indispensabile a rigenerare la nostra ricerca scientifica."

Se siete daccordo con tutto questo, firmate l’appello qui!

Grazie in anticipo!

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