Verso Abadiania…
Il mio primo volo trans-oceanico!!! Che emozione!!! Ma la paura non era dell’aereo (non mi ha mai fatto paura). La mia vera paura era quella di essere in un luogo sconosciuto, con gente (fino ad allora) sconosciuta, a fare cose sconosciute. Poco, vero??? Tutte quelle incognite erano la vera montagna da scalare. E come faccio sempre, ho deciso, sono partita e l’ho affrontata. Ovviamente dall’inizio, un passo dopo l’altro (questo è l’unico modo che conosco per "scalare le montagne")!
A Milano (Malpensa) ci siamo incontrati tutti ed ho finalmente scoperto (perchè fino a prima non avevo neppure voluto indagare troppo sui "dettagli"….) che il mio gruppo era formato da 7 donne e da un unico uomo. Otto in tutto. Numero perfetto! Da lì abbiamo fatto primo scalo a Parigi (temperatura, +3 gradi) con Air France e poi nuova partenza verso Rio, con la Tam. Ho dormito molto poco durante il volo. Un po’ l’eccitazione di quanto stavo per vivere e un po’ per la posizione alquanto scomoda. Ogni tanto seguivo la nostra traiettoria sul monitor. Abbiamo ballato un po’ (e il comandante ci ha fatto allacciare le cinture di sicurezza) quando ci trovavamo circa all’altezza delle coste africane. Per il resto il volo è stata davvero perfetto. Da Rio, decollo verso Brasilia, ultimo volo, dove sono atterrata verso le 10:00 ora locale (in Italia c’erano 4 ore in più).
Temperatura esterna era sui 30 gradi. Praticamente ESTATE, mentre in realtà là sta per cominciare piuttosto l’inverno! La pousada in cui ho alloggiato ha anche un servizio di "prelievo all’ereoporto" e dopo un’oretta di macchina, finalmente sono arrivata ad Abadiania (si legge Abagiania), giusto per l’ora di pranzo! Ecco alcune visuali della Pousada Caterinense… quella in alto è l’entrata (foto tratta diretamente dal loro sito), mentre quella sotto, fatta da me, è l’entrata (no, no, quella non sono io… io sto fotografando con il cellulare!!!… si può notare la mia "splendida ombra" sul vialetto nel lato destro… la vedete, vero???)
… e sull’estrema destra, invece, potete amirare la struttura dove mangiavamo.
Frutta e verdura avevano un gusto strepitoso. Tutto ciò che vedevo attorno a me rimandava colori accesi e vivaci: la terra rossa della strada, il cielo blu intenso, i prati verdi tra le case basse, le pousadas stesse, tutte dipinte di milla colori… e il cibo non era sicuramente da meno! Un tripudio di gioia vera, come avrebbe poi spesso ricordato anche Fabio… uno dei miei compagni d’avventura!
Nella pousada, oltre ai tanti altri ospiti simili a me, ovviamente, c’erano anche questi due carinissimi pappagalli (non sono simpatici???)
che ogni mattina mi salutavano con il loro allegro: "òla!" pur di riceverne in cambio un biscottino!!! Cosa che inevitabilmente avveniva…. come resistere??
Il colore (artificiale) predominante in quest’ambiente di puro relax (sia fisico sia mentale) era il violetto, come si può notare nelle poche immagini pubblicate. Io amo molto questa tonalità e ritrovala a fare da sfondo a questo mio "ritiro" spiritual-meditativo mi ha riempita di gioia… e poi è così riposante anche solo da guardare!!!
Tutte le mie giornata sono state ricche di mille e più cose da fare. Grazie alla guida che ci accompagnava oltre a poter incontrare il mondo della Casa de Dom Inàcio, e quindi Joao de Deus, ho anche avuto l’opportunità di fare un profondo lavoro su me stessa e su vari aspetti della mia vita. Non sempre è stato facile… e non sempre avrei voluto affrontare tutto questo, ma sicuramente, le ore spese a scrivere, a pensare, ad agire e a condividere sono state fondamentali nel mio processo di guarigione, come credo in quello di tutti gli altri partecipanti.
Ho sempre avuto la netta sensazione di trovarmi nel posto giusto al momento giusto. Avete presente quando si ritorna dopo un viaggio di moltissimi chilometri e riaprendo la porta si ha quella bella, bellissima sensazione di *CASA*, capite cosa intendo, vero? Ecco, così mi sono sentita fin dal primo momento in cui ho messo piede in questo paesino brasiliano. Ecco perchè è già in programma, nel mio prossimo futuro, di tornare e di starci un periodo più lungo… ma ne parleremo!
Ad Abadiania, tre volte a settimana, nelle giornate in cui Joao è presente (negli altri giorni gira lui per il Brasile andando ad aiutare le persone che non possono affrontare il viaggio fino alla Casa di Dom Inàcio), ho anche avuto modo di entrare nella corrente energetica delle tante (e sono state davvero moltissime) persone che, come me, credono nelle possibilità che Joao da a tutti noi, "comuni mortali". Nella foto che posto qui, potete vedere la prima stanza in cuisi entra prima di arrivare davanti a joao e dove sono entrata molte volte. E’ indispensabile passare attraverso questa specie di "canale di purificazione" prima di arrivare dinnanzi alle entità, mentre le tante figure che stanno sedute e che vedete sulla destra, sono persone come me (l’ho fatto anche io) che stanno meditatando e che si adoperano per creare il flusso energetico utile e necessario ad aiutare chi entra a migliorare la propria salute fisica, emotiva e spirituale.
Non posso (purtroppo) farvi percepire quest’energia, ovviamente, ma mi piacerebbe davvero provaste a sperimentarla: immaginate di trovarvi in un luogo bellissimo, immerso nella natura e di percepire tutte le sensazioni che un simile posto potrebbe trasmettervi. Odori, colori, sapori.. tutti i sensi devono venire coinvolti in questo processo… e ci siamo solo appena appena avvicinati!
Una delle mie prime meditazioni in questo luogo è stata così toccante (per me) che mi sono ritrovata a piangere, ma dalla gioia e per l’immenso amore di cui mi sono sentita circondata e che è presente ovunque, in quel di Abadiania! (per andare ad Abadiania con una guida)
Chiudo qui questo mio breve racconto con un grande abbraccio virtuale ed un saluto che vi lancio assieme al mio amichetto qui a fianco, nell’immagine. Nessun racconto e nessun insieme di parole potrà mai davvero rendere visibile ai vostri occhi quello che mi ha dato quest’esprienza, viaggio nell’anima. Neppure io credo si saper come manifestare su carta le mille sensazioni che ho provato e vissuto…
Ma statene certi, il prossimo anno (quando tornerò là per restarci più tempo di quello che mi sono concessa questa volta), sarà un nuovo capitolo di quella che ho scelto essere come la mia vita!
Ora mi sto preparando alla prossima partenza. Domenica 20 partirò verso Rieti, per fare il Cammino di San Francesco (circa 80 km a piedi)… ma anche di questo vi racconterò poi! BOM GIA!
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Girovagando in rete ho fatto questa strana scoperta. La ditta Phosphagenics Limited sta studiando e sviluppando… un gel da applicare sulla pelle che rilascia insulina!!!
Si tratta infatti di un sistema d’infusione davvero ridotto che addirittura potrà essere inserito in un certotto "usa e getta" e che quindi permetterà progressi sostanziali nella cura del diabete insulino dipendente, soprattutto nella sua gestione. Oggi come oggi
Una simile miniaturizzazione (se pensate che un micro di oggi è grande come un cercapersone) e la tecnologia su cui si basa questo "aggeggino" è stata quindi premiata, nel 2006, con lo Swiss Technology Award!


Non so se questo libro lo conoscete?!
Vi si parlava di Miracolina, una pianta dell’Africa (
I diabetici stanno aumentando a velocità sconvolgente, sia il tipo 2 ma anche il tipo 1. Questo sta ovviamente facendo preoccupare molto tutti i paesi "industrializzati" dove quest’aumento è previsto con picchi spaventosi!
Magari l’avete già letta e ovviamente ne siete entusiasti. Però a qualcuno può essere sfuggita, ed allora ecco qui l’ultima notizia interessante che ho appreso e che sicuramente piacerà a noi diabetici insulino-dipendenti.
A ottobre 2006 sono "incappata" in un libro che ha attirato la mia attenzione e come al solito ho ceduto alla mia intuitiva curiosità. L’ho letto tutto d’un fiato, come sempre mi accade quando m’imbatto in qualcosa che colpisce la mia mente.


